• 4 Agosto 2022 12:37

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

A che punto siamo con l’Einstein Telescope?

Le onde gravitazionali previste dalla teoria della relatività di Albert Einstein, hanno trovato la loro prima conferma sperimentale nel 2015. Da allora molta strada è stata fatta e nuovi, ambiziosi progetti sono in cantiere per migliorare la rilevazione e lo studio di questo “nuovo” messaggero di preziose informazioni cosmologiche.

L’evoluzione di LIGO e VIRGO

Forse il più ambizioso di questi progetti è la realizzazione del “telescopio” europeo dedicato proprio ad Einstein. Si tratta di un interferometro di terza generazione, che migliora sensibilmente le prestazioni di LIGO e VIRGO, Questi ultimi sono interferometri ad alta frequenza in grado di rilevare onde gravitazionali all’interno di un range di frequenza che va dai 50 hertz alle migliaia di hertz. L’Einstein Telescope a queste prestazioni aggiungerà la possibilità di scandagliare lo spazio fino a frequenze molto basse, circa 5 hertz.

Questo permetterà di avere accesso a molti più eventi astrofisici e conseguentemente di studiare e apprendere aspetti particolari di eventi estremi come la fusione di coppie di stelle di neutroni. Si tratta di un progetto titanico che oltre a costruire l’interferometro (ovvero l’esperimento) dovrà realizzare anche il laboratorio che servirà l’esperimento stesso. L’Einstein Telescope richiede quindi una governance scientifica, amministrativa e politica multi livello.

La governance

La collaborazione scientifica è stata costituita nel giugno del 2021 a Budapest e lavorerà all’esperimento. C’è inoltre un “direttorio” formato dall’italiano Fernando Ferroni dell’INFN e dall’olandese Jo van den Brand il cui compito è la costituzione del laboratorio e ci sono naturalmente le due agenzie nazionali fondatrici, l’INFN per l’Italia e la NIKHEF olandese che finanziano l’esperimento, oltre ai rappresentati di tutti i paesi coinvolti nel progetto.

Ma la governance non finisce qui, siccome i costi di realizzazione del laboratorio saranno a carico del paese che lo ospiterà, l’ultimo livello di gestione è costituito dai delegati ministeriali del paese che otterrà il diritto ad ospitare l’Einstein Telescope. In lizza ci sono ovviamente Italia e Olanda,.

Quanto costerà l’Einstein Telescope?

Si tratta di un progetto da oltre due miliardi di euro. Di questi circa un miliardo sono a carico del governo ospitante che costruirà la cavità sotterranea nella quale sarà ospitato l’esperimento. Un altro mezzo miliardo circa sarà necessario per costruire i lunghi tubi a vuoto costituenti l’interferometro. Recentemente è stato stipulato un accordo con il CERN di Ginevra per la loro progettazione.  L’effetto complessivo sul piano economico dell’intervento è stimato in 6,184 miliardi di euro.

I tempi di realizzazione

Il lavoro è entrato nel vivo nel luglio del 2021 quando è stato definitivamente approvato dall‘European Strategic Forum for Research Infrastructures (ESFRI). Entro due o tre anni al massimo dovrà essere sciolto il nodo della sede, Italia o Olanda, poi tra il 2026 e il 2027 dovrebbero cominciare gli scavi della caverna sotterranea e contestualmente la costruzione del laboratorio. Se i finanziamenti pubblici promessi dai due Stati saranno mantenuti, la piena operatività dell’Einstein Telescope sarà raggiunta nel 2035, ovvero tra circa tredici anni.

La sede dell’Einstein Telescope

Italia e Olanda si contendono l’opportunità di ospitare il rilevatore di onde gravitazionali di terza generazione. Le sedi “concorrenti” sono Sos Enattos (Sardegna) in Italia e la provincia olandese del Limburgo situata tra  Belgio, Paesi Bassi e Germania. Il punto di forza del sito sardo è la sua classificazione come uno dei luoghi più silenziosi della terra con un’attività sismica di disturbo alla rilevazione delle onde gravitazionali sostanzialmente nulla. La sua scarsa antropizzazione è però anche il suo tallone d’Achille.

Infatti l’Einstein Telescope ospiterà una volta realizzato centinaia di scienziati e tecnici e l’assenza di infrastrutture e di ricettività sono un grave handicap che il governo regionale sardo dovrebbe impegnarsi a colmare entro la fatidica data del 2035. D’altra parte la scelta del sito sardo costituirebbe un piano di rinascita senza precedenti per questa regione.

La provincia olandese ha nella sua ubicazione e nella possibilità di una cooperazione economica integrata con Germania e Belgio il suo principale atout, mentre la minore esperienza dell’agenzia nazionale olandese rispetto a INFN nella ricerca delle onde gravitazionali costituisce il suo limite maggiore.

Vedremo se il nuovo governo italiano che scaturirà dalle elezioni del prossimo 25 settembre e la Regione Sardegna sapranno cogliere questa grande opportunità, fondamentale non soltanto nell’ambito della ricerca scientifica avanzata ma anche per riqualificare da un punto di vista socio economico una parte importante dell’isola sarda.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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