• 17 Agosto 2022 9:42

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Dead Star catturata mentre distrugge un sistema planetario. La morte di una stella, che si è lasciata dietro una nana bianca, è stata così violenta che sta risucchiando il suo sistema planetario, sia dalla parte interna che da quella esterna. I ricercatori, per la prima volta, hanno potuto osservare una stella nana bianca che sta letteralmente consumando materiale, sia roccioso-metallico che ghiacciato, che compone i pianeti.

I dati raccolti dal telescopio spaziale Hubble della NASA e di altri osservatori sempre della NASA, sono stati fondamentali per poter diagnosticare questo caso di cannibalismo cosmico.

I risultati della ricerca forniscono informazioni sulla natura violenta dei sistemi planetari evoluti e possono trasmettere dati agli astronomi sulla composizione dei sistemi di nuova formazione. I risultati del team sono stati presentati in una conferenza stampa dell’American Astronomical Society (AAS) lo scorso mercoledì 15 giugno 2022.

I risultati della ricerca

Le informazioni ottenute dalla ricerca si basano sullo studio del materiale catturato dall’atmosfera della vicina stella nana bianca G238-44. Una nana bianca è tutto ciò che resta di una stella simile al nostro Sole, dopo che questa ha ormai perso i suoi strati esterni e ha smesso di bruciare carburante attraverso la fusione nucleare.

Ted Johnson, ricercatore capo e laureato all’Università della California, Los Angeles (UCLA), ha spiegato che: “Non abbiamo mai visto entrambi questi tipi di oggetti accumularsi su una nana bianca contemporaneamente. Studiando queste nane bianche, speriamo di ottenere una migliore comprensione dei sistemi planetari che sono ancora intatti”.

I risultati ottenuti dalla ricerca sono molto interessanti. Questo perché rendono noto che piccoli oggetti ghiacciati finiscono per schiantarsi contro i pianeti, producendo così un irrigazione dei corpi del nostro sistema solare. Il meccanismo, secondo i ricercatore, ha permesso miliardi di anni fa di trasportare acqua sulla Terra, innescando così la vita.

La composizione degli oggetti rilevati che si scontrano contro la nana banca ha reso noto che questi serbatoi ghiacciati potrebbero essere molto comuni tra i sistemi planetari.

Un’occasione unica

Il cannibalismo della nana bianca offre un’opportunità unica per i ricercatori, perché questa è in grado di smontare i pianeti, permettendo così di vedere di cosa erano fatti quando si sono formati attorno alla stella.

Il team ha misurato la presenza di azoto, ossigeno, magnesio, silicio e ferro, tra gli altri elementi. Il rilevamento di ferro in un’abbondanza molto elevata è la prova della presenza di nuclei metallici di pianeti terrestri, corpi come la Terra, Venere, Marte e Mercurio.

Il diagramma riportato sotto del sistema planetario G238-44 traccia la sua distruzione. La piccola stella nana bianca è al centro. Un debole disco di accrescimento è costituito dai pezzi di corpi frantumati che cadono sulla nana bianca. Molto più lontano c’è una cintura di corpi ghiacciati come le comete, che alimentano la stella morta. I rimanenti asteroidi e corpi planetari costituiscono un serbatoio di materiale che circonda la stella. I pianeti giganti gassosi più grandi potrebbero ancora esistere nel sistema.

Crediti illustrazione: NASA, ESA, Joseph Olmsted (STScI)

Conclusioni

I ricercatori stanno analizzando lo scenario per comprendere l’evoluzione del Sole tra 5 miliardi di anni. La Terra potrebbe essere completamente vaporizzata insieme ai pianeti interni. Le orbite di molti degli asteroidi presenti nella fascia principale saranno perturbate gravitazionalmente da Giove e alla fine cadranno sulla nana bianca, ciò che rimane del nostro Sole.

Il gruppo di ricerca dell’UCLA, dell‘Università della California, di San Diego e della Kiel University in Germania, per oltre due anni ha lavorato per svelare questo mistero, analizzando gli elementi rilevati sulla nana bianca catalogata come G238-44.

Lo studio ha quindi mostrato in dettaglio una stella che aspira i detriti da oggetti frantumati di un sistema planetario. Il telescopio spaziale Hubble ha permesso di rilevare la firma spettrale dei detriti vaporizzati, che hanno così svelato una combinazione di materiale roccioso-metallico e ghiacciato, ingredienti fondamentali per i pianeti. I risultati ottenuti aiutano a descrivere la natura violenta dei sistemi planetari evoluti e la composizione dei suoi corpi in disintegrazione.

VIDEO:

https://youtu.be/mUb8SZh5Q5w

Crediti: Goddard Space Flight Center della NASA; Produttore principale: Paul Morris

FONTE:

https://www.nasa.gov/feature/goddard/2022/hubble-dead-star-caught-ripping-up-planetary-system

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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