• 8 Giugno 2022 10:45

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Curiosity ha scoperto delle curiose torri rocciose nel cratere marziano

Curiosity ha scoperto delle curiose “torri rocciose” nel cratere marziano. Il rover Curiosity ha immortalato queste particolari “torri rocciose” dall’aspetto davvero strano sul suolo marziano. Si tratta di una roccia appuntita con una conformazione molto particolare.

Il rover, dopo aver individuato i “fiori” marziani, e le fratture rocciose a forma di “porta”, continua a sorprenderci con queste particolarissime fotografie inviate dalla superficie di Marte.

L’immagine della formazione è stata ripresa lo scorso 17 maggio, immortalata mentre il rover Curiosity era in missione nei pressi dell’Aeolis Mons, un rilievo che presenta un’altitudine di 5 chilometri e mezzo. L”immagine però è stata condivisa solamente la scorsa settimana dalla NASA e dagli esperti dell’istituto SETI, acronimo di Search for Extraterrestrial Intelligence.

Le formazioni

Le formazioni dovrebbero essersi formate da strati di roccia dura, che riempivano antiche fratture di roccia più morbida poi scomparsa a causa dell’erosione.

I ricercatori ritengono che si tratta quindi di strutture naturali plasmate dall’erosione, più precisamente sono strati di roccia molto dura che si sono accumulate all’interno di rocce sedimentarie più morbide, mentre il resto della roccia si è eroso ed è scomparso a causa di pioggia, vento o ghiaccio. Le rocce più dure sono riuscite a restare in piedi, come calchi delle antiche fratture.

Sulla Terra esiste qualcosa di molto simile, i cosiddetti “camini delle fate”, o “piramidi di terra”. Per quanto aliene possano sembrare le strutture, non sono senza precedenti.

Le due torri di roccia presenti su Marte sembrano quasi sul punto di crollare rispetto a quelle che vediamo sulla Terra, ma in realtà sono abbastanza solide da riuscire a resistere alla gravità superficiale, più leggera, presente sul pianeta rosso.

L’Istituto Seti a tal proposito ha pubblicato su Twitter che: “Le punte sono, molto probabilmente, intarsi cementati di antiche fratture in una roccia sedimentaria”. Si tratta, secondo l’Istituto, di una parete formata di strati di sabbia e acqua che si corrode molto facilmente.

Il Seti ha deciso di non andare troppo oltre con le ipotesi. I ricercatori hanno per adesso ipotizzato che la caratteristica roccia sia stata plasmata dalla gravità presente su Marte, che corrisponde ad un terzo di quella terrestre, quindi molto più leggera.

La NASA a tal proposito ha invece spiegato che: “Una teoria emersa è che la roccia sia un tipo di concrezione creata da minerali depositati dall’acqua in crepe o divisioni nella roccia esistente. Queste concrezioni possono essere compattate insieme, possono essere più dure e più dense della roccia circostante e possono rimanere anche dopo che la roccia circostante si è erosa”.

Conclusioni

Il cratere Gale non è del tutto pianeggiante, ma le guglie aliene individuate da Curiosity si distinguono dal resto del loro ambiente. Al momento non si possiede nessuna misurazione dell’altezza che accompagni l’immagine.

Le formazioni di roccia potrebbero sembrare senza vita ora, ma la loro presenza fornisce molte indicazioni sulle condizioni antiche di Marte e se la vita avrebbe potuto prosperare lì miliardi di anni fa.

I ricercatori ritengono che il cratere Gale sia un letto di un lago prosciugato, forse meno profondo e più transitorio di quanto ipotizzato fin’ora. Le formazioni rocciose dentro e intorno all’antico lago aiuteranno a svelare la vera storia della regione.

Il rover Curiosity della NASA durante la prossima tappa, dovrebbe fornire altre informazioni a riguardo. Susanne Schwenzer, geologa planetaria presso la Open University in Inghilterra, ha spiegato che: “C’è una mescolanza di rocce su una collina poco distante, la ‘Sierra Maigualida’, che ci dirà di più sulla sua consistenza”.

La telecamera Mastcam di Curiosity avrà quindi come obiettivo quello di esaminare anche altre “strutture molto interessanti” in altri due luoghi denominati “La Paragua”, “San Pedro” e “Tapir”, posti che sembrerebbero essersi formati da dei sedimenti modellati attraverso i cambiamenti chimici e fisici.

FONTI:

https://www.globalscience.it/36212/un-scoperta-curiosa-per-curiosity/

https://www.rainews.it/articoli/2022/06/il-rover-curiosity-fotografa-particolari-torri-rocciose-nel-cratere-marziano-9795bcbb-9efa-4923-a78f-9a3c8ec06289.html

https://www.sciencealert.com/check-out-the-twisting-towers-of-rock-curiosity-found-on-mars

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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