• 7 Giugno 2022 22:41

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Al suo 27° volo marziano, Ingenuity, il primo oggetto costruito dall’uomo che si libra nel cielo di un altro pianeta amplia la sua gamma di attività facendo l’apri pista per il rover Perseverance che rimane invece con le ruote per terra

Quando Dedalo e suo figlio Icaro, completato il labirinto del Minotauro, si trovarono al suo centro, avevano per le mani una bella gatta da pelare. Già perché l’imponente opera da loro realizzata su ordine di Minosse, Re di Creta, per imprigionare il Minotauro, un mostruoso essere metà uomo e metà toro, nato dall’unione della moglie del re, Pasifae, con un toro bianco donato da Poseidone a Minosse stesso; era così complicata ed inestricabile che l’unico modo per uscirvi era dall’alto. Dedalo costruì delle ali, che attaccò con la cera alle loro spalle, ed entrambi ne uscirono volando.

Gli ingegneri della NASA saranno stati appassionati di mitologia greca quando inclusero Ingenuity come compagno di viaggio per il rover Perseverance nella missione MARS 2020? Magari sì, ma con ogni probabilità si è trattato solo di buon senso. Potendo librarci in cielo ed individuare la strada giusta da seguire, districarsi nel “dedalo” di rocce e spuntoni marziani perché non farlo? E infatti questo sta facendo Ingenuity con il suo 27esimo volo su Marte: fornisce uno sguardo in prospettiva a Perseverance cercando strade sicure ed agevoli come una vera guida scout.

L’elicotterino non fa soltanto da un ricognitore, ma svolge anche il duro lavoro del ricercatore di prima linea. Il 23 Aprile ha sorvolato un’area scoscesa con uno sperone roccioso che il team della missione voleva osservare, ma troppo rischioso da arrivarci con Perseverance, scattando foto per fornire agli scienziati uno sguardo più nei dettagli.

Immagine aerea della zona rocciosa del cratere Jarezo dove il team sta usando Ingenuity come guida per Perseverance Credit: NASA/JPL/Caltech

Ingenuity non solo fornisce immagini da una prospettiva privilegiata, ma consente al nostro team di essere due posti contemporaneamente su Marte“, ha affermato Ken Farley del Caltech, scienziato del progetto di Perseverance. “Inviare il rover per effettuare rilevamenti e prospezioni in una posizione mentre si lancia l’elicottero per effettuare rilevamenti a centinaia di metri di distanza è un grande risparmio di tempo. Può anche aiutarci a esplorare aree che il rover non visiterà mai, come in questo caso“.

La cresta rocciosa in esame, che il team di ricerca chiama “Fortun Ridge” presenta interessanti caratteristiche geologiche. Con i dati satellitari raccolti, uniti a quelli di Perseverance, si è appreso che quella era il confine tra le due principali massicciate del cratere Jezero in cui Perseverance ed Ingenuity si trovano da quando è iniziata la seconda fase della missione Mars 2020 che li porterà a studiare il letto di un fiume ancestrale.

In passato si riteneva che gli strati inclinati di roccia fossero piuttosto rari in questa zona di Marte, a differenza di quanto accade sulla Terra, dove la tettonica a placche frantuma i grossi massicci montuosi causando inclinazione, ed infatti fino ad ora si aveva evidenza di una sola altra regione con una simile inclinazione, chiamata Artuby nella regione di South Séítah. Ora i geologi avranno l’opportunità di ampliare le loro conoscenze, comparando le due regioni.

Miliardi di anni fa, in questa parte del cratere Jezero, erano in gioco forze ancora non del tutto comprese. Sicuramente l’acqua ha avuto un ruolo importante, ma per creare questo genere di inclinazioni e pendii in un grosso sperone roccioso c’è stato sicuramente qualche altro fenomeno misterioso in atto come ad esempio un grande evento sismico.

Ormai, con così tanti voli effettuati, Ingenuity ha dimostrato la bontà del suo progetto e provato che, nonostante l’atmosfera di Marte sia molto rarefatta (solo l’1% della densità di quella terrestre), è possibile volarci per ampliare gli orizzonti di scoperta. A tal proposito, Il 19 aprile scorso, durante il suo 26° volo, Ingenuity si è diretto presso l’area di atterraggio (ma forse sarebbe più appropriato dire di schianto) del guscio posteriore e del paracadute che hanno permesso a Perseverance – con Ingenuity nascosto sotto – di ammartare dolcemente e ha scattato 10 fotografie del relitto.

Ripresa aerea del guscio posteriore e del paracadute di Perseverance fatta da Ingenuity da 8 metri di altezza Credit: NASA/JPL/Calthec

Una delle imminenti missioni pianificate che trarrà il massimo beneficio da queste immagini è il futuro Mars Sample Return Lander, la missione che riporterebbe sulla Terra: campioni di rocce, atmosfera e sedimenti marziani di Perseverance per un’analisi dettagliata. Gli ingegneri per questa missione hanno effettivamente fatto una richiesta al team di Ingenuity per queste immagini.  Analizzando le fotografie, sarà infatti possibile porre rimedio a i punti deboli della struttura salvaguardando nel momento più delicato la navetta ed il suo prezioso contenuto.

Insomma Ingenuity ha davvero le carte in regola per svoltare la ricerca marziana in vista della fatidica missione che porterà finalmente l’uomo a mettere piede per la prima volta sul nostro vicino rosso. Sperando solo che gli ingegneri non gli facciano fare la fine di Icaro…

https://www.universetoday.com

Luca Garbin

Laurea magistrale in economia e finanze internazionale, per anni ho lavorato nel settore assicurativo, coltivando in parallelo la passione per le scienze naturali e sociali oltre che per la scrittura. Nei miei articoli cerco di far avvicinare i neofiti agli argomenti  ed intrigare gli esperti, coadiuvando uno stimolante accrescimento personale

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