• 29 Aprile 2022 11:25

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

La longevità delle piante

Il mondo vegetale straccia alla grande il mondo animale in fatto di longevità. Gli animali complessi più longevi battono ampiamente l’aspettativa media di vita degli uomini che nelle società più avanzate e ricche supera gli 80 anni. Le tartarughe delle Galapagos hanno un’aspettativa di vita minima di 150 anni, le balene della Groenlandia possono superare i 200 anni di vita, più o meno la stessa età può raggiungere la carpa Koi, un pesce molto diffuso in Cina, mentre un esemplare della vongola oceanica prima di essere incautamente uccisa dagli scienziati che la studiavano aveva raggiunto l’incredibile età di 507 anni.

Le piante mediamente e per numero però fanno molto meglio. È ancora vivo e vegeto il melo dal quale cadde la mela che permise a Newton di formulare la teoria della gravitazione universale. Sono ancora in perfetta forma molti alberi a Down House sotto i quali passeggiò Charles Darwin nel periodo in cui concepì “L’origine della specie“, così come in Provenza prosperano ancora gli olivi che furono il paesaggio degli ultimi anni di vita di Renoir.

Ed a proposito di olivi (Olea europaea, albero da frutto probabilmente originario dell’Asia Minore e della Siria) sono ancora arzilli quelli del giardino di Getsemani. Un piccolo oliveto poco fuori dalla città vecchia di Gerusalemme sul Monte degli Ulivi, nel quale Gesù Cristo, secondo i Vangeli, si ritirò dopo l’Ultima Cena prima di essere tradito da Giuda e arrestato. Il luogo è noto anche come Orto degli ulivi.

Olivi del Getsemani

Campioni di longevità sono i Pinus longaeva, albero caratteristico delle regioni di alta quota delle montagne del sud-ovest degli Stati Uniti. È un albero di media grandezza, raggiunge tipicamente altezze comprese fra i 5 ed i 15 metri ed un diametro del tronco che può anche superare i 2,5-3,6 metri negli esemplari più anziani. La corteccia è di colore giallo-arancione particolarmente brillante, sottile e scagliosa alla base del tronco. Ebbene questi alberi possono raggiungere con relativa facilità i 4000 anni di vita.

In California per molti anni uno di questi pini che aveva raggiunto la clamorosa età di 5000 anni è stato considerato l’albero più vecchio del mondo, tanto da essergli stato “imposto” il nome evocativo di Matusalemme.

Matusalemme

Ma come si dice in ambito sportivo i record sono fatti per essere battuti. Nel 2008 Leif Kullman, professore presso l’università di Umeå, scoprì, in Svezia, un abete rosso (Picea abies) dall’incredibile età di 9.560 anni. Si tratta di un albero che nel corso della sua vita, ogni 500-700 anni, ha più volte rigenerato il proprio tronco. Al momento questo è l’albero più antico del mondo, era già presente quando l’agricoltura muoveva i primi passi nella storia dell’umanità.

Un caso a parte è costituito da Pando, non un singolo albero ma un organismo clonale che nello Utah ha costituito una foresta di 43 ettari composta da un unico individuo genetico che si propaga, uguale a sé stesso, da oltre 80.000 anni. Per avere un’idea dell’immensità di questo tempo, l’Homo Sapiens era ancora di la da venire.

Fonti:

alcune voci di Wikipedia

scienzefanpage.it

L’incredibile viaggio delle piante di S. Mancuso

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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