• 21 Gennaio 2022 6:01

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

L’Istituto per la ricerca sessuale: la prima clinica per persone trans del mondo

Nel 2015 è uscito nelle sale il film “The Danish Girl” diretto da Tom Hooper, adattamento del romanzo La danese , scritto nel 2000 da David Ebershoff e liberamente ispirato alle vite delle pittrici danesi Lili Elbe e Gerda Wegener.

Il film ha come protagonista Eddie Redmayne nei panni di Lili Elbe, la seconda persona ad essere identificata come transessuale e a essersi sottoposta a un intervento chirurgico di riassegnazione sessuale. Né il film, né il romanzo accennano chiaramente alla clinica dove avvenne questo pionieristico intervento chirurgico né a Magnus Hirschfeld (1868-1935) il medico, sessuologo, saggista tedesco che lo eseguirà insieme alla sua equipe.

Magnus Hirschfeld

La figura di Hirschfeld è però molto più importante e significativa di quella di un pur valente medico. Di origini ebraiche, omosessuale, tra i fondatori del nascente movimento LGBTQ+ Hirschfeld si batterà strenuamente, sia pure senza successo, contro il Paragrafo 175, un articolo del codice penale tedesco in vigore dal 15 maggio 1871 al 10 marzo 1994. Esso considerava un crimine i rapporti sessuali di tipo omosessuale tra uomini. La norma venne emendata diverse volte. I nazisti ampliarono la legge nel 1935 e aumentarono notevolmente i procedimenti in base al paragrafo 175; a migliaia morirono nei campi di concentramento.

Andando contro lo spirito dell’epoca che voleva l’omosessualità la manifestazione di una malattia mentale Hirschfeld sosteneva che un individuo poteva nascere con caratteristiche che non rientravano nelle categorie eterosessuali o binarie, affermava l’esistenza di “un terzo sesso” che definì stato sessuale intermedio. Sotto questa definizione comprendeva gli omosessuali situazionisti o costituzionali ed i travestiti. All’interno di questa categoria Hirschfeld comprendeva altresì le persone che oggi definiremmo di identità non binaria o fluid gender ed annoverò tra esse la scrittrice francese George Sand.

Tutte queste persone secondo Hirschfeld si comportavano secondo la loro natura e non contro di essa. All’inizio del 1919, acquistò una villa a Berlino ed il 6 luglio dello stesso anno vi aprì l’Istituto per la ricerca sessuale. Nel 1930 avrebbe attuto i primi interventi chirurgici al mondo per l’affermazione di genere. L’Istituto era un gioiello di architettura che sembrava non delimitare intenzionalmente gli spazi privati da quelli professionali.

L’obiettivo dell’Istituto era di essere nello stesso tempo un luogo di ricerca, di insegnamento ma anche di cura e di rifugio per le tante persone emarginate e perseguitate per la loro non adesione ad una schematizzazione rigida quanto falsa della propria identità sessuale. L’Istituto con gli anni arrivò ad ospitare una straordinaria biblioteca sulla sessualità di quasi 20.000 volumi. Insieme al ginecologo Ludwig Levy Lenz ed al chirurgo Erwin Gohrbandt, Hirschfeld eseguì interventi chirurgici di transizione da maschio a femmina.

Purtroppo l’avvento del nazismo segnò la fine della prima clinica per persone trans del mondo. Il 6 maggio 1933 squadracce di SS e della gioventù hitleriana irruppero nell’Istituto per la ricerca sessuale. Fortunatamente Hirschfeld era all’estero mentre i nazisti devastavano l’Istituto ed organizzavano uno dei primi e più grandi roghi di libri, dando alle fiamme la preziosa ed immensa biblioteca letteraria e scientifica sulla sessualità raccolta in quasi venti anni di attività dall’Istituto.

Hirschfeld che si era rifugiato a Parigi decise di spostarsi a Nizza ma colpito da un ictus durante il viaggio e morì il 14 maggio 1935. Uno dei suoi collaboratori si suicidò nel 1938. La storia dell’Istituto per la ricerca sessuale cancellato dall’esecrabile violenza nazista e la coraggiosa vita di Magnus Hirschfeld ci permettono di comprendere meglio quanta strada ancora si debba compiere per consentire a ciascuno di vivere in armonia con la propria natura, senza essere soggetti a discriminazioni, violenze, privazioni di diritti.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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