• 16 Gennaio 2022 19:14

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Gustavo Rol, l’incredibile mistero, l’enigma e il paranormale

Gustavo Rol - una foto di Rol

Gustavo Rol, uno degli uomini più enigmatici e incredibili del novecento, ancora fa parlare di sé e risuona l’enigma che egli stesso era. Rol ha affascinato un secolo intero con le sue capacità e lo dimostra il fatto che alla sua porta hanno bussato tutti i potenti della terra, oltre che tra i più grandi artisti, tra cui molti divennero suoi amici carissimi.

Gustavo Rol

Di famiglia torinese più che benestante, Rol cresce in un ambiente ricco e colto; frequentando le famiglie più in vista. Anche se intelligentissimo e acuto, fino a due anni non proferì parola. Tuttavia una sera indicando una stampa sul caminetto, disse: “Poleone! Poleone!”. Già e proprio la figura di Napoleone avrebbe influenzato moltissimo la sua vita. Sarebbe poi diventato uno dei più grandi collezionisti di cimeli napoleonici, scovati talvolta in modo straordinario. Rol crescendo non riesce a nascondere le sue capacità extrasensoriali. La sua fama cresce. Intanto Si laurea in legge, poi in economia a Londra e in biologia medica a Parigi.Viaggia e lavora molto all’estero. Molto religioso, Rol vivrà sempre la sua fede in modo fervente. E’ a partire dagli anni trenta la sua fama si diffonde oltre che nei circoli dell’aristocrazia, della cultura e della politica, anche all’etero. Ha incontri che restano scolpiti nella storia con personaggi prestigiosi della politica come Mussolini, che lo convoca a villa Torlonia e Rol gli predice la disfatta totale nel giro di due anni.

Gustavo Rol e il paranormale

Egli stesso partecipa alla guerra come capitano degli alpini. Salva molte persone durante i rastrellamenti nazisti subito dopo l’8 settembre.  Tuttavia, l’evento sbalorditivo accade quando Rol rischia la sua stessa vita, quando con uno stratagemma, si presenta a un alto ufficiale tedesco; che aveva rastrellato dei prigionieri prossimi alla fucilazione. Gli dice di avere delicate e riservatissime informazioni. Lo spiazza e gli chiede la liberazione degli uomini. Gli descrive l’esatto contenuto degli oggetti contenuti nei cassetti della scrivania dell’ufficiale nel suo ufficio di Amburgo. Gli predice anche che non avrebbe più trovato la sua casa al ritorno. Costui rimane talmente sconvolto, da liberare subito i prigionieri. Dopo la guerra abbraccia il sacerdozio e rimane sempre in contatto con Rol.

Dopo la guerra Gustavo Rol fa l’antiquario, dipinge e incontra quotidianamente ospiti illustri in serate nelle quali si verificavano fenomeni paranormali; che attirano l’attenzione di autorevoli studiosi. Emerge inspiegabile la figura di un uomo dotato di poteri illimitati come telepatia, chiaroveggenza, precognizione, bilocazione, traslazione, viaggi nel tempo, levitazione, guarigioni, telecinesi, materializzazione e smaterializzazione di oggetti o attraversamento di superfici. Anche John Kennedy fece tappa a Torino per conoscerlo Nel suo viaggio italiano, e Reagan gli mandò un telegramma di ringraziamento dopo la liberazione del generale Dozier. Charles De Gaulle, restò concertato a tal punto da vietare ai suoi sottoposti di andare da Rol, perché avrebbe potuto leggergli nel pensiero.

Federico Fellini e John Kennedy da Rol

A lui si sono rivolti scrittori come Ceronetti, Orengo, Buzzati, Pitigrilli, ma anche gente di cinema come Sordi, Gassman. Nino Rota compose il tema musicale di «Il padrino» sul pianoforte di via Silvio Pellico. Fellini riferì d’essersi visto apparire davanti l’amico nel suo studio romano, mentre l’altro si trovava invece a Torino. Una volta che erano nel parco del Valentino, c’era un bimbo che dormiva in carrozzina. La nurse si era appisolata. All’improvviso calabrone si avvicinò al bambino A Rol bastò un gesto per fulminare. Incontrò anche papa Paolo VI che nell’udienza fece arrivare un pazzo di carte sigillate. Rol chiese al papa quale carta avrebbe voluto che si materializzasse. Papa Pacelli essendo devoto del sacro cuore di Gesù, scelse l’asso di cuori. Rol non toccava mai gli oggetti e l’asso di cuori si materializzò. Come dicevamo, Rol aveva una raccolta tra le più importanti d’Europa e raccolti in modo sbalorditivo. Al riguardo, una volta da ragazzo Rol si trovava a Parigi. Un giorno, passeggiando fu attratto da un antico palazzo. Chiese al portiere se poteva visitare le cantine. L’uomo lo condusse nei sotterranei.

Materializzazione degli oggetti

Fermatosi in un punto, Rol domandò una vanga per scavare e così all’improvviso, venne fuori un busto di Napoleone in veste di Primo console. Nonostante le sue capacità, gustavo Rol viveva una vita riservata, immerso nella ricerca della conoscenza, circondato da libri, enciclopedie e pregevoli oggetti di antiquariato, in una casa-museo ricca di cimeli napoleonici L’incredibile Rol continuava la sua vita tranquilla a Torino, frequentando anche Cesare Romiti, gli Agnelli Einstein e sempre l’amico di Fellini, Zeffirelli, De Sica, Mastroianni, Einaudi e anche la regina Elisabetta II, Cocteau e Fermi. Le testimonianze sugli straordinari fenomeni che era in grado di produrre sono centinaia e provenienti da intellettuali, scienziati e artisti che frequentavano il suo elegante appartamento di Torino. Muore il 22 settembre 1994 all’ospedale “Molinette” di Torino. Le sue ceneri vennero poste nella tomba di famiglia.

Simona Aiuti

Mi chiamo Simona Aiuti, sono giornalista, autrice di romanzi e web editor. Mi occupo da sempre di costume, di Italiani nel mondo, di eccellenze tricolore e di trovare le nostre tracce all'estero anche nella stratificazione storica. Amo la storia, l'archeologia, la poesia e l'arte in generale in molte delle sue espressioni.

3 commenti su “Gustavo Rol, l’incredibile mistero, l’enigma e il paranormale”
  1. Ho avuto l’onore di conoscerlo nel negozio (Il cassetto della nonna in corso Regina) Mi ha detto cose che nessuno sapeva, è stato un’incontro straordinario, per me un bellissimo ricordo.

  2. Come ho mostrato da anni, nulla supporta l’ipotesi che JFK andò a Torino. Si tratta di una voce travisata. In via Silvio Pellico dovette andare Ted Kennedy (fratello di John) nel maggio 1961 – all’epoca di Italia ’61 –, mentre Rol dovette incontrare John a Bellagio (Villa Serbelloni) durante il suo breve viaggio in Italia, nel luglio 1963. Kennedy non risulta sia mai andato a Torino, né avrebbe avuto il tempo per farlo. La testimonianza di G. Miscoscia al riguardo, che gira in rete, è inattendibile (lei non era presente, nonostante quello che ha dichiarato). Ho analizzato questo “caso” dettagliatamente nel mio “L’Uomo dell Impossibile”, vol. I, 3a ediz. 2015, pp. 405-408 .
    Franco Rol

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