• 10 Novembre 2021 14:57

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Lo straordinario mondo delle farfalle

Sui prati verde tenero di primavera, tra petali multicolori, sotto i tiepidi raggi di sole, le vediamo spostarsi da un fiore all’altro, con le ali che si aprono e chiudono, tappezzate da tinte vivaci in disegni mirabili. Le farfalle sono Lepidotteri, bellissimi insetti con “ali fatte di squame”, che nonostante un’apparenza di fragilità, sono piuttosto “forti” e resistenti, tanto da riuscire a vivere in deserti e persino nelle zone artiche.

Più di 250.000 specie diverse, un universo sterminato di forme spettacolari, colori sgargianti e dimensioni varianti dalla minuscola Brephidium exilis, lunga appena 12 mm, ai 28 cm della Cobra. Quattro ali, grandi occhi composti e caratteristico apparato boccale a cannuccia pieghevole. Le specie che vediamo abitualmente di giorno sono in realtà una frazione molto piccola, circa il 10% del totale, rispetto alle notturne falene, dalle colorazioni meno vivide, ma più scure. Al contrario di vespe, api, formiche e termiti, le farfalle non vivono in società e sono più esposte ai predatori, soprattutto nella fase giovanile, facili prede di famelici uccelli, quando devono fare una grande incetta di cibo di riserva, rispetto all’età adulta, per la sopravvivenza quotidiana.

Oltre agli uccelli, le farfalle sono cacciate da ragni e altri insetti. Le falene in particolare dai pipistrelli, per cui hanno orecchie ai lati del corpo, con le quali sentono i loro squittii: spesso si lasciano cadere a terra figendosi morte oppure evitano le loro traiettorie. Per difesa, adottano varie forme di mimetismo, con colori simili all’ambiente circostante, o di foglie secche, o con occhi di animali più grandi come il gufo. A volte i colori sono al contrario più forti e diversi per accentuare la loro pericolosità.

La loro crescita consiste di una metamorfosi completa nelle 4 fasi di: uovo, larva (bruco), pupa in crisalide, adulto. Osserviamo le azioni tipiche di una farfalla diurna, come il Macaone e di una qualsiasi falena notturna.

farfalla Macaone

Il Macaone, dopo il riposo di notte ad ali chiuse, al mattino si riscalda per un certo tempo al sole. Poi va alla ricerca di un posto adatto alla deposizione delle uova. Trovatolo, dopo averle lasciate, si riscalda ancora al sole, poi vola e va a posarsi su altri fiori, per berne il nettare.Al fresco della sera si porta infine in un posto ben riparato per dormire.

Una falena

Invece la falena durante il giorno si nasconde da qualche parte, con i suoi colori marroncini. Verso sera invece si mette in agitazione per ricavare calore. Poi vola attorno a bere il nettare dei fiori. Nelle ore più fredde della notte si riposa, poi con temperature più elevate vola e si trova una femmina per accoppiarsi. Infine allo spuntare di un nuovo giorno, si trova il posto appartato dove nascondersi e dormire. Le falene non possono basarsi sui colori come le farfalle diurne, ma riconoscono le femmine dall’odore emesso, diverso per ogni specie: il maschio è per questo dotato di antenne piumate, capaci di captare questi odori anche da molto lontano. Dopo l’accoppiamento, avvenuto a addomi uniti, con il passaggio di una sacca di sperma alle uova interne della femmina, questa le depone. Sono circa un centinaio per accoppiamento, riposte su foglie, attorno a rami, dentro la corteccia o stelo, addirittura lanciate in volo a terra.

Salvo che nel periodo di accoppiamento, vivono da sole, ma ci sono anche varie specie migranti che compiono viaggi di migliaia di chilometri raggruppate in numero enorme, alla ricerca di posti più caldi per il nutrimento e la riproduzione. Il record spetta alla monarca, le cui specie statunitensi passano l’inverno negli stati del Sud. Le canadesi si spingono fino al Messico: compagini che superano i 14 milioni di componenti. Un fatto analogo accade in Grecia, nella Valle delle farfalle, a Petaloudes, con migliaia di farfalle su alberi dotati di resina, dal sapore delicato di vaniglia.

L’importanza delle farfalle è notevole, soprattutto per il loro ruolo di impollinatori e come base alimentare degli uccelli insettivori. Quindi in caso di una loro rilevante diminuzione, se non estinzione, la riproduzione abituale di varie piante con fiori sarebbe compromessa, e certe specie di uccelli verrebbero a ridursi. In generale la crescente urbanizzazione ha causato una riduzione di spazi naturali. Inoltre, in certe zone agricole con vaste monoculture vegetali, si fanno usi intensi di insetticidi, per combattere gli insetti dannosi, come la cavolaia. Purtroppo restano intossicati e muoiono, oltre agli insetti, anche anfibi ed uccelli che se ne nutrono, con danni gravi alle catene alimentari. In Italia, su circa 5400 specie di farfalle, sono attualmente una ventina quelle in pericolo.

(Crediti fotografici: BuongiornoNatura.it/ greenme.it/pixabay.com)

Dante Iagrossi

LAUREATO IN FISICA, DOCENTE DI MATEMATICA E SCIENZE ALLE MEDIE, ORA IN PENSIONE, SI E' APPASSIONATO SOPRATTUTTO ALLA BIOLOGIA E PROBLEMATICHE AMBIENTALI. HA SCRITTO VARI ARTICOLI DIVULGATIVI, ALCUNI PUBBLICATI IN RETE, DOPO LA LETTURA DI SAGGI E RICERCHE SCIENTIFICHE.  IL RACCORDO TRA SCUOLA E RICERCA NON E' FACILE, MA SI PUO' TENTARE

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