Cosa ci differenzia dai primati?

E’ evidente dall’esito della sua evoluzione che c’è qualcosa che distingue Homo Sapiens non soltanto dai primati non umani ma anche da altre specie umane ormai estinte, come ad esempio i Neanderthal. Un recente studio pubblicato su “Molecular Psichiatry” a cura di un team di ricercatori della Washington University di Saint Louis nel Missouri, individua i fattori responsabili di questa “differenziazione di successo“.

Sono stati identificati 270 geni che si trovano soltanto negli attuali Sapiens e che probabilmente rivestono un ruolo fondamentale nella regolazione delle nostre caratteristiche comportamentali e cognitive. Questi geni ci differenziano non soltanto da scimpanzé e bonobo ma anche dai nostri lontani “parenti” i Neanderthal.

Quello che ci differenzia da questi antenati estinti sono gli elementi del pensiero astratto, come autoconsapevolezza e creatività, ma anche le capacità di cooperare e pianificare e il comportamento simbolico fondamentale nell’arte, nella musica e nella danza. Alla base di queste caratteristiche ci sono fondamenti cognitivi che dipendono dalla struttura morfologica e secondo questo studio anche genetica.

La discussione se queste caratteristiche fossero possedute, ancorché inespresse, da altre specie umane, ad iniziare dai Neanderthal è aperta e vivace. Alcuni studiosi sostengono che se questi nostri “cugini” non si fossero estinti avrebbero maturato anch’essi le caratteristiche cognitive che riscontriamo nei Sapiens attuali. Il gruppo di ricerca che ha pubblicato lo studio in questione, aveva già da tempo identificato 972 geni responsabili delle capacità di apprendimento, memoria e della personalità dell’individuo.

Una parte di questi geni sarebbe emersa dall’evoluzione dei primati non umani circa 40 milioni di anni fa e riguarderebbe la reattività emotiva, l’apprendimento e l’attaccamento sociale. Un secondo gruppo di geni sarebbe arrivato a “maturazione” circa 2 milioni di anni fa con l’emergere del genere Homo e riguarderebbe l’autocontrollo e la cooperazione.

Infine circa 100.000 anni fa, un terzo gruppo di geni, avrebbe avuto origine nella nostra specie investendo in particolare le aree di autocoscienza, altruismo e creatività. L’attuale studio ha scoperto che 267 geni di quest’ultimo gruppo si trovano soltanto negli esseri umani moderni e mancano sia nei primati non umani che nei Neanderthal. Uno degli autori dello studio, Ian Tattersal ha tenuto a specificare: “In un quadro più ampio questo, studio ci aiuta a capire come possiamo rispondere più efficacemente alle sfide che gli esseri umani devono affrontare oggi. Il nostro comportamento non è fisso o determinato dai geni….ma è emerso per la necessità di adattarsi rapidamente a condizioni difficili e per comunicare.”

Fonte::

Le Scienze, luglio 2021, ed. cartacea

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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