Gli scienziati sono sempre più vicini a svelare il mistero del metano di Marte

Gli scienziati sono sempre più vicini a svelare il mistero del metano di Marte. Le informazioni sui rilevamenti di metano su Marte, hanno da sempre affascinato gli scienziati. Questo perché sulla Terra una quantità decisamente significativa di metano prodotto, deriva da microbi che aiutano la maggior parte del bestiame a digerire le piante.

Su Marte, in cui non sono presenti animali d’allevamento, riuscire a trovare il metano implicherebbe una possibile presenza di microbi, che vivevano o che vivono sul pianeta rosso. Nonostante ciò, il metano potrebbe non avere nulla a che fare con i microbi o con qualsiasi altra biologia. Infatti, anche i processi geologici, che coinvolgono l’interazione di rocce, acqua e calore possono produrlo. 

Gli scienziati, prima di riuscire a identificare le fonti di metano su Marte, devono risolvere un quesito. Per quale motivo alcuni strumenti rilevano il gas mentre altri no? 

Il rover Curiosity e i rilevamenti di metano

Il rover Curiosity, della NASA, ad esempio, ha più volte rilevato il metano, proprio sopra la superficie del cratere Gale. Mentre l‘ExoMars Trace Gas Orbiter dell’ESA, l’Agenzia spaziale europea, non ha rilevato alcun metano. Chris Webster e il suo team hanno riportato oggi i loro risultati sulla rivista Astronomy & Astrophysics.

Chris Webster, che dirige lo strumento Tunable Laser Spectrometer (TLS), presente a bordo del rover Curiosity, ha dichiarato che: “Quando il Trace Gas Orbiter è salito a bordo nel 2016, mi aspettavo che il team dell’orbiter ci riferisse che era presente una piccola quantità di metano ovunque su Marte”.

Il TLS ha individuato mediamente meno della metà per miliardo di volume di metano nel cratere Gale. Una quantità equivalente a circa un pizzico di sale diluito in una piscina olimpionica. Le misurazioni, inoltre, sono state caratterizzate da picchi sconcertanti, equivalenti a 20 parti per miliardo di volume.

Chris Webster, ha spiegato che: “Sono rimasto decisamente scioccato, quando il team europeo ha annunciato di non aver trovato il metano”. L’orbiter europeo è stato progettato appositamente per misurare il metano e altri gas su tutto il pianeta. 

Il TLS installato su Curiosity, è talmente preciso da essere stato scelto per il rilevamento tempestivo degli incendi sulla Stazione Spaziale Internazionale e per monitorare i livelli di ossigeno nelle tute degli astronauti.

Il rover Curiosity, della NASA, ha ripreso l’immagine il 15 giugno del 2018, equivalente al 2082° giorno marziano, o sol, della missione. Una tempesta di polvere aveva ridotto la luce del Sole e la visibilità nella posizione del rover, che si trovava nel sito di perforazione

I rilevamenti di metano su Marte

Webster e il team SAM, sono rimasti decisamente stupefatti dalle scoperte dell’orbiter europeo. Per questo motivo hanno deciso di iniziare immediatamente ad esaminare le misurazioni TLS su Marte.

Alcuni ricercatori hanno suggerito che fosse il rover a rilasciare il metano. Webster, a tal proposito ha dichiarato che: “Per questo motivo abbiamo deciso di esaminare le correlazioni con il puntamento del rover, il terreno, lo schiacciamento delle rocce e il degrado delle ruote. Non posso in alcun modo sopravvalutare lo sforzo che il team ha messo nell’osservare ogni piccolo dettaglio, per assicurarsi che le misurazioni fossero corrette, Infatti lo erano”.

Mentre il team SAM lavorava per poter confermare i suoi rilevamenti di metano, un altro membro del team scientifico di Curiosity, lo scienziato planetario John E. Moores, della York University, di Toronto, ha pubblicato un’intrigante previsione nel 2019. John E. Moores, ha spiegato che: “Mi sono posto un quesito. E se i dati di Curiosity e del Trace Gas Orbiter fossero entrambi giusti?”

Moores, così come altri membri del team di Curiosity che studiano i modelli del vento nel cratere Gale, hanno ipotizzato che la discrepanza tra le misurazioni del metano cambi in base all’ora del giorno in cui vengono effettuate.

Il TLS, è attivo principalmente di notte quando nessun altro strumento del Curiosity è in funzione. L’atmosfera marziana è molto calma di notte, quindi è per questo che probabilmente il metano che fuoriesce dal terreno finisce per accumularsi vicino alla superficie dove Curiosity può rilevarlo.

Il Trace Gas Orbiter

Il Trace Gas Orbiter, richiede la luce solare per individuare il metano a circa 5 chilometri sopra la superficie. Moores, a tal proposito ha spiegato che: “Qualsiasi atmosfera vicino alla superficie di un pianeta viene influenzata da un ciclo durante il giorno”. Il calore del Sole è in grado di modificare l’atmosfera mentre l’aria calda sale e l’aria fredda scende. 

Il metano che si trova confinato vicino alla superficie durante la notte, viene mescolato nell’atmosfera durante il giorno, finendo così per essere diluito fino a raggiungere livelli non rilevabili. Per questa ragione Moores, si è convinto che nessuno strumento, specialmente uno orbitante, avrebbe potuto rilevare qualcosa.

Il team di Curiosity, ha deciso di testare immediatamente la previsione di Moores, raccogliendo le prime misurazioni diurne ad alta precisione. Il TLS, ha misurato il metano consecutivamente nel corso di un giorno marziano, mettendo poi a confronto una misurazione notturna con due diurne. 

Paul Mahaffy, ha spiegato che: “John ha previsto che il metano dovrebbe effettivamente scendere a zero durante il giorno. Infatti, le nostre due misurazioni diurne lo hanno confermato. La misurazione notturna di TLS rientrava perfettamente nella media che il team aveva già stabilito. Quindi questo è un dato certo per mettere a tacere questa grande discrepanza”.

Lo studio suggerisce quindi che le concentrazioni di metano aumentano e diminuiscono durante il giorno sulla superficie del cratere Gale. Gli scienziati però devono ancora risolvere il mistero della presenza del metano su Marte. 

Il rover Curiosity della NASA ha catturato queste nuvole il 7 maggio 2019, il 2.400° giorno marziano, o sol, della missione Curiosity. Le immagini sono state immortalate dalle fotocamere di navigazione in bianco e nero. Nella foto, probabilmente, sono presenti nuvole di ghiaccio d’acqua situate a circa 31 chilometri sopra la superficie

Il metano su Marte

Il metano è una molecola stabile che dovrebbe durare su Marte per un periodo di circa 300 anni, prima di essere distrutta dalla radiazione solare. 

Se il metano fuoriesce costantemente da tutti i crateri simili, come nel cratere Gale, questo significa che dovrebbe essersi accumulato abbastanza nell’atmosfera per poter essere rilevato dal Trace Gas Orbiter. 

Al momento sono in corso anche altri esperimenti. Questi puntano a verificare se le scariche elettriche di livello molto basso, indotte dalla polvere nell’atmosfera marziana, potrebbero riuscire a distruggere il metano. Gli scienziati, in alternativa, stanno valutando se l’abbondante presenza di ossigeno sulla superficie marziana, possa riuscire a distruggere rapidamente il metano, prima che questo possa raggiungere l’alta atmosfera.  

Webster, conclude affermando che: “Dobbiamo determinare se esiste un meccanismo di distruzione più veloce del normale, così da riconciliare insieme i dati raccolti dal rover e dall’orbiter”.

FONTE:

https://www.nasa.gov/feature/goddard/2021/first-you-see-it-then-you-don-t-scientists-closer-to-explaining-mars-methane-mystery

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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