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Rapporto USA sugli UFO: tanto rumore per nulla?

Nelle ultime settimane la stampa internazionale (e quella nostrana) ha enfatizzato i possibili risultati del rapporto non classificato su fenomeni aerei non identificati (richiesto durante l’amministrazione Donald Trump) che l’Office of the Director of National Intelligence consegnerà nei prossimi giorni al segretario della Difesa e al Congresso Usa.

Il rapporto in questione si ripromette di fare luce sul mistero che dai primi anni Quaranta appassiona una parte non marginale dell’opinione pubblica, ovvero sulla veridicità degli avvistamenti di oggetti volanti non identificati (UFO) o come più correttamente si definiscono oggi, UAP, Unidentified Adrial Phenomena.

Le dichiarazioni del Pentagono

Negli ultimi tempi alcuni interventi hanno rinfocolato le aspettative che una parte di questi avvistamenti non siano attribuibili a fenomeni atmosferici o antropici, ma a vere e proprie “incursioni” di intelligenze aliene. Recenti sono le dichiarazioni sorprendenti del Pentagono, che tramite la portavoce Susan Gough ha confermato l’autenticità del video che ritrae un misterioso oggetto volante il 15 luglio 2019 – avvistato a bordo della nave da guerra USS Omaha al largo di San Diego. 

Obama mette il carico

Il carico da novanta poi lo ha calato addirittura l’ex Presidente Barack Obama, ospite di James Corden, nel suo “Late late Show” sulla rete televisiva CBS. Sull’argomento UFO ed alieni, alternando toni ironici e seri, Obama ha dichiarato: “La verità è che quando sono entrato in carica ho chiesto: ‘Va bene, c’è un laboratorio da qualche parte dove teniamo esemplari di alieni e astronavi?’ La risposta è stata no”, quindi ha proseguito, “Ciò che è vero, e su questo sono serio, è che ci sono filmati e registrazioni di oggetti nei cieli che non sappiamo esattamente cosa siano. Non possiamo spiegare le loro traiettorie, non si muovevano con uno schema facilmente spiegabile. Quindi penso che la gente prenda sul serio il tentativo di indagare e capire di cosa si tratti”.

Le anticipazioni di NYT

E’ quindi comprensibile l’attesa sull’imminente rapporto, alimentato come accennato da una campagna mediatica fatta a colpi di titoli sensazionalisti. Il New York Times ha anticipato le probabili conclusioni del rapporto che ribadiscono quanto più volte espresso, ovvero che non ci siano prove che tali avvistamenti siano riconducibili ad entità extra terrestri. Nello stesso tempo il rapporto dichiarerebbe che anche se non verificabile la “pista aliena” non sarebbe totalmente da escludere.

Il rapporto analizza anche episodi che hanno coinvolto militari stranieri. L’intelligence ritiene probabile che “almeno alcuni dei fenomeni aerei potrebbero essere tecnologia sperimentale di una potenza rivale, molto probabilmente la Russia o la Cina. Ossia Paesi che dispongono di tecnologia per la velocità ipersonica, registrata in una casistica di 120 “incidenti”. Tuttavia, si spiega sempre nella relazione, ci sono delle caratteristiche nei fenomeni vagliati a cui è difficile trovare spiegazioni con le conoscenze attuali.

Si torna alla casella di partenza?

Se le anticipazioni del New York Times sono corrette ci troveremmo di fatto al punto di partenza di questa specie di gioco dell’oca, ovvero un certo numero di avvistamenti (circa un centinaio) non spiegabili. Il primo di questi, che fra l’altro conia la definizione di “dischi volanti” è del 1947 (La nascita dei dischi volanti)

Il punto rimane la plausibilità che questi fenomeni al momento non verificabili si possano ricondurre alle “interferenze” di una razza aliena che periodicamente visita il nostro pianeta. Il mistero degli ufo si può collegare ad un altro rebus semplificato dal paradosso attribuito al grande fisico italiano Enrico Fermi:Dove sono tutti quanti?“. In altre parole se la nostra galassia pullula di pianeti cosiddetti abitabili e la vita non è un assurdo ed incomprensibile privilegio terrestre perché non si è ancora verificato un contatto certo ed incontrovertibile con una razza extra terrestre?

Per saperne di più

Per coloro che vorranno l’argomento può essere approfondito leggendo i seguenti articoli pubblicati su Scienza & Dintorni:

“Siamo soli nella galassia?”

“Non ci hanno ancora raggiunti”

“L’universo silente”

“Il grande filtro”

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