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L’ultimo maharajah

L’impero Sikh è stato un regno del sub continente indiano la cui sovranità si estese, sul Punjab, tra il 1799 e il 1849. Venne fondato dai Khālsā, un ordine cavalleresco dei Sikh, guidati da Ranjit Singh ed ebbe origine dalla dissoluzione dell’impero Moghul.

Il declino dei Sikh

Il 12 aprile 1801 veniva incoronato primo Maharajah della nuova entità statale che unificava tutti i Sikh, Ranjit Singh. Al massimo della sua potenza, nel XIX secolo, l’Impero Sikh si estendeva dal passo Khyber ad ovest al Kashmir a nord e dal Sindh a sud al Tibet ad est. Dopo la morte di Singh, nel 1839, l’impero si indebolì a causa di divisioni interne e di una poco oculata gestione politica.

Di questa debolezza approfittò la Gran Bretagna che già controllava gran parte del continente indiano e nel 1849 il Punjab cadeva in mano inglesi. L’ultimo re dei sikh, il maharajah Duleep Singh, un ragazzino di dieci anni, lasciava la sua terra per un lungo esilio in Inghilterra. Separato dalla madre che per un breve periodo aveva tenuto la reggenza del regno durante le guerre anglo-sikh, Duleep fu affidato inizialmente alle cure del Dr John Login.

Il più grande diamante del mondo

Il giovanissimo sovrano non perse soltanto il suo regno, ma anche quello che all’epoca era il più grande diamante conosciuto al mondo: il Koh-i-Noor. Questo fantastico diamante bianco, probabilmente estratto intorno al 1300 dalla miniera di Kollur, ha una storia travagliatissima e passerà di mano in mano, fino a diventare proprietà dei sovrani Moghul. Passato successivamente in mano afgane, con il trionfo di Ranjit Singh, la pietra divenne proprietà dei Sikh che a loro volta la persero in seguito all’occupazione britannica.

Il governatore generale britannico Dalhouise, responsabile della ratifica del trattato di Lahore che metteva fine alle guerre anglo-sikh, dispose che il Koh-i-Noor dovesse essere prima presentato alla regina Vittoria dal sovrano tredicenne Duleep Singh  in persona e quindi donato a sua maestà. Il diamante quindi fu dapprima presentato e poi spedito sotto il controllo di John Lawrence direzione Londra.

Nel 1853 il diamante, opportunamente tagliato per eliminarne alcune imperfezioni, fu incastonato su una tiara con altri 2 000 diamanti su ordine della regina Vittoria. Nel 1911 il Koh-i-Noor fu montato su una corona in platino composta esclusivamente da diamanti in occasione dell’incoronazione di Queen Mary moglie di re Giorgio V. Il diamante è stato trasferito poi sulla corona della regina Elizabeth Bowes-Lyon, dove si trova tuttora.

Copia in vetro del taglio originale del Koo-i-Noor

Un maharajah in Inghilterra

Ma torniamo all’ultimo maharajah dei Sikh. Arrivato in Inghilterra gli fu conferita una pensione e venne educato come perfetto gentleman di campagna che si divideva tra battute di caccia e feste mondane, spesso in compagnia con gli amici della Regina Vittoria che lo aveva preso a benvolere. Si convertì anche al cristianesimo, si sposò due volte, la seconda con una donna inglese ed ebbe numerosi figli.

In cuor suo però Duleep covò sempre un odio viscerale verso gli inglesi che lo avevano derubato del suo trono, oltre che del Koo-i-Noor. Con l’appoggio delle grandi potenze europee, prima fra tutte la Russia, tentò di organizzare un complotto per riconquistare il suo regno e cominciò a viaggiare in incognito tra Parigi e Pietroburgo. Si faceva chiamare Reginald Lorraine o Patrick Casey, ma i servizi segreti inglesi erano al corrente di tutto, perché il segretario del maharajah era un loro informatore.

Il tentativo quindi di riconquistare il regno fallì miseramente e Duleep Singh morì ad appena 55 anni in quel di Parigi. I sikh però non lo hanno mai dimenticato ed ancora oggi lo onorano come il loro ultimo maharajah.

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