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L’infelice regina del soul

A 24 anni, siamo nel 1966, Aretha Franklin aveva già una vita dura e piena di sconfitte alle spalle. Madre di due figli, il primo avuto a soli 15 anni ed il secondo a 17, cantante in cerca da almeno sei anni di un successo che gli sfuggiva di mano regolarmente, una disavventura amorosa dopo l’altra, Aretha è il ritratto di una prematura infelicità.

L’incontro con Jerry Wexler

La svolta avviene quando decide di abbandonare la vecchia casa discografica ed approdare all’Atlantic, affidandosi lei nera, ad un navigato consulente bianco Jerry Wexler che credeva ciecamente nel talento di questa ragazza. Wexler decide che lei deve puntare esclusivamente sul soul e fissa negli ultimi mesi di quell’anno una seduta di registrazione presso i Muscle Shoals Studios.

Si tratta di uno studio di registrazione fondato pochi mesi prima a Sheffield, Alabama da quattro musicisti di sessione chiamati The Muscle Shoals Rhythm Section (e affettuosamente chiamati The Swampers). Lo studio è nell’orbita del produttore bianco Rick Hall e sarà uno dei centri della rinascita della black music.

Il primo hit

La seduta di registrazione di Aretha entrerà nella storia per la sua assurdità ma anche perché costituirà il trampolino di lancio della “regina del soul“. Durò un unico pomeriggio. Aretha al pianoforte fece ascoltare il pezzo che aveva con sé: I Never Loved A Man (The Way I Love You).

C’era qualcosa di magico nella sua forza e nella facilità con cui il brano prese forma dal nulla, in meno di due ore; senza alcun spartito, gli arrangiamenti vennero decisi sul posto, mentre i musicisti in sala perfezionavano le loro parti la sezione fiati provava di corsa i suoi riff in corridoio.

In meno di due ore il brano fu perfettamente confezionato. Per festeggiare spuntò una bottiglia di whisky. Fu l’inizio del disastro. Aretha perse la concentrazione e inciampò una, due, cinque volte sul brano seguente, quello che avrebbe dovuto essere il retro del 45 giri. I musicisti si irritarono mentre Rick Hall e il marito della Franklin, ubriachi, presero a insultarsi e vennero alle mani. Un trombettista fece delle pesanti avances ad Aretha: venne licenziato in tronco e di lì a poco tutti abbandonarono lo studio, in pieno caos.

Finalmente il successo

Jerry Wexler giurò che non avrebbe mai più lavorato con Muscle Shoals Studios. Fortunatamente I never loved a Man si rivelò uno straordinario hit quando venne pubblicata nel febbraio del 1967, scalando rapidamente le classifiche. Per Aretha fu l’inizio di un periodo di cinque anni di successi, a colpi di hit come Respect, Chain Of Fools, Think, I Say A Little Prayer. Aretha divenne davvero la regina del soul che aveva pronosticato Wexler, con una voce inconfondibile che attingeva una grande forza emotiva dalle sofferenze che avevano travagliato la sua giovinezza.

Quando cantava di amori delusi cantava di se stessa, conferendo un’autenticità senza precedenti ai testi che interpretava. Sfortunatamente il decino artistico fu altrettanto repentino e precoce dell’effimera stagione di successo. Già negli anni Settanta travolta dalle sue inquietudini e dalle delusioni amorose, schiava di droga ed alcool, la stella di Aretha Franklin iniziò ad offuscarsi.

La rinascita

Nel 1980 Aretha Franklin ritornò all’attenzione del pubblico con la partecipazione al film The Blues Brothers, che diventò un cult movie. Nella pellicola interpretava la parte della moglie di Matt “guitar” Murphy ed eseguiva il suo vecchio successo Think. Nello stesso anno, il produttore Clive Davis la mise sotto contratto con la sua Arista Records e le fece incidere i singoli United Together e Love All the Hurt Away, quest’ultimo in duetto con George Benson, che la riportarono in classifica.

Nel 1982 l’album  Jump to It, prodotto da Luther Vandross, suo ammiratore da sempre, le restituì popolarità e la riportò in cima alle classifiche. La sua carriera proseguirà tra alti e bassi fino ai primi anni 2000 con alcune straordinarie performance entrate nella storia. Alla cerimonia dei Grammy Awards del 1998, dovendo sostituire Luciano Pavarotti  colpito da un malessere, improvvisò in 20 minuti un’interpretazione del Nessun dorma in tonalità originale e cantando la prima strofa in italiano.

Il 20 gennaio 2009 ha cantato a Washington alla cerimonia di insediamento del 44º Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama, in diretta televisiva mondiale e davanti a più di due milioni di persone. Il 16 agosto 2018 Aretha Franklin moriva per le complicanze dovute ad un cancro al pancreas.

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