venerdì, Maggio 7

In arrivo un farmaco per contrastare il Binge eating disorder

In arrivo un farmaco per contrastare il Binge eating disorder. Quest’ultimo è un disturbo alimentare che solo in Italia colpisce il 3,5% delle donne e il 2% degli uomini. Per riuscire a combatterlo i farmacologi della Società Italiana di Farmacologia hanno testato una nuova molecola.

Il nuovo farmaco, che servirà a contrastare le abbuffate di patatine, dolci e cibi super calorici, potrebbe essere molto presto disponibile. Questo non è un rimedio innovativo per riuscire a dimagrire o a mantenere il peso forma, bensì un trattamento farmacologico destinato al disturbo da alimentazione incontrollata.

Il nuovo farmaco, quindi, andrà a contrastare quello che in inglese viene definito “binge eating disorder”, ossia quegli episodi ricorrenti di mangiate fuori controllo, simili a quelle della bulimia.

Binge eating disorder, ecco come viene curato

La Binge eating disorder in Italia è una patologia alimentare piuttosto comune. Infatti, ne soffre il 3,5% delle donne e il 2% degli uomini e sia nel nostro paese che in Europa. Al momento non esistono dei farmaci approvati per il suo trattamento.

Le cure più significative, presenti oggi, per questo tipo di disturbo prevedono una combinazione di psicoterapia e farmacoterapia. Quest’ultima si basa su dei farmaci antidepressivi, che presenta purtroppo un altissimo tasso di ricaduta.

Binge eating disorde, ecco il nuovo farmaco

Il nuovo farmaco, che sarà costituito da una molecola denominata oleoiletanolamide, potrà aiutare le persone che sono affette da binge eating disorde. Questo potrebbe divenire il primo farmaco specifico per questa tipologia di trattamento.

Il farmaco è stato presentato al 40° Congresso Nazionale della della Società italiana di farmacologia. In questa occasione gli esperti hanno presentato un articolo pubblicato su “Neuropsycopharmacology Springer Nature Journal”.

Silvana Gaetani, professoressa di Farmacologia all’Università Sapienza di Roma e parte del gruppo di lavoro, ha spiegato che: “L’oleoiletanolamide è un lipide che viene prodotto dal nostro intestino dopo un pasto. Questa sostanza segnala al nostro cervello una condizione di sazietà. In questo modo limita il consumo eccessivo di cibo e stimola il nostro metabolismo a bruciare i grassi”.

Ecco perché alcuni cibi creano dipendenza

Un farmaco che alla base possiede l’oleoiletanolamide potrebbe mettere un freno alle abbuffate incontrollate di cibi che creano dipendenza. Infatti, secondo l’esperta “Molti alimenti, soprattutto quelli ricchi di zuccheri, forniscono una immediata fonte di energia per l’organismo e allo stesso tempo stimolano il rilascio di dopamina nel cervello”.

La dopamina non è altro che un neurotrasmettitore che viene rilasciato dall’organismo quando mangiamo, quando facciamo shopping oppure quando assumiamo stupefacenti come ecstasy e cocaina.

Per alcune persone il cibo può rappresentare proprio questo, ossia un modo per contrastare le emozioni negative e gratificarsi con un comportamento che rilascia dopamina. Purtroppo, per alcune di loro diventa una vera e propria dipendenza incontrollabile.

Disturbo alimentare

La scorpacciata di cibo diventa un disturbo quando non viene fatta solamente per saziarsi o mangiare fuori casa in un momento sociale, bensì quando diventa compulsiva e ripetitiva. Il binge eating disorder, a differenza della bulimia, non è seguito da atti compensatori o di eliminazione.

Gli esperti sperano che la ricerca sull’oleoiletanolamide possa riuscire a prevenire, e quindi contrastare il binge eating disorder. Il farmaco dovrà riuscire a modulare le funzioni di specifiche aree del cervello, che vengono attivate dallo stress o da stimoli gratificanti.

Fonte:

https://www.ok-salute.it/alimentazione/binge-eating-in-arrivo-un-farmaco-per-contrastare-le-abbuffate/

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