• 16 Aprile 2021 18:35

SCIENZA & DINTORNI

Blog di divulgazione storica e scientifica

Ormai al giorno d’oggi è molto facile sentire che qualcuno è intollerante al lattosio. Scopriamo insieme che cosa avviene effettivamente nel nostro organismo.

Il lattosio è un dimero formato da galattosio e glucosio. Il legame chimico tra i due zuccheri è di tipo beta 1,4. Non è un legame molto comune nel nostro organismo. Solitamente i nostri enzimi rompono i legami Alfa 1,4. La rottura della molecola del lattosio è dovuto ad un enzima, il lattosio galattoidrolasi, chiamato comunemente lattasi. I batteri che ci permettono la scissione sono i Lactobacillus. Questa scissione ci permette di assorbire il glucosio e galattosio al livello dei villi intestinali.

L’intolleranza al lattosio è dovuto proprio ad una carenza drastica dell’enzima. Infatti si manifesta con diversi sintomi correlati al nostro intestino. Parliamo di gonfiore, nausea, diarrea o stitichezza, perdona di peso ponderale, sindrome da malassorbimento, coliche, crampi addominali, meteorismo, astenia. Questi sintomi sono dovuti alla molecola del lattosio, che non scissa, e fermenta al livello del colon.

Il gastroenterologo dopo un attento esame, può chiedere di effettuare il breath test. Questo test è l’unico a permettere la diagnosi dell’intolleranza. Si beve una soluzione contenente zuccheri e, nella successive tre ore, si controllano i livelli di gas espirati. Si ricerca in particolare il picco di idrogeno che ci indica proprio la presenza dello zucchero non assorbito dalla flora batterica.

Da queste misurazioni si può formare una curva che ci dà informazione sul grado di intolleranza: scarsa, media e alta. Il breath test può essere inconcludente se prima del test si sono assunti antibiotici o vi è un eccesso di clisteri. Inoltre l’uso di fermenti lattici o probiotici quindici giorni prima del test può rendere fallace la diagnosi.

Laura Rubino

Studentessa di Farmacia, lettrice compulsiva, amante delle Scienze.

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