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L’enigma della Sindrome da Rassegnazione

Tutto ha inizio in Svezia, verso la fine degli anni Novanta dello scorso secolo. Progressivamente iniziano ad arrivare sempre più segnalazioni di una malattia misteriosa che colpisce bambini ed adolescenti.

Al Pronto Soccorso arrivano bambini in uno stato simile al coma: immobili, muti, incapaci di alimentarsi autonomamente, incontinenti, insensibili al dolore. Il primo caso segnalato è del 1998 anche se è stato reso pubblico soltanto da poco tempo.

Il fenomeno colpisce i figli di rifugiati provenienti da paesi ex sovietici e dalla ex Jugoslavia, o appartenenti a minoranze come gli Yazidi, dopo che a questi viene comunicato che l’asilo nel paese è stato loro negato. Non ci sono dati certi, ma alcuni ricercatori parlano addirittura di migliaia di casi, qualificando il fenomeno come “isteria epidemica“, anche se ufficialmente, dal 2014, il Swedish National Board of Health l’ha riconosciuta come malattia, battezzandola come Sindrome da Rassegnazione (SR), altrimenti conosciuta con il nome svedese uppgivenhetssyndrom.

La crescita impetuosa di questa malattia ha scatenato un dibattito molto acceso in Svezia, l’unico paese al mondo nel quale sono stati segnalati casi del genere. Alcuni hanno perfino ipotizzato una messinscena da parte dei bambini per evitare l’espulsione delle loro famiglie, interpretazione bocciata sonoramente dai medici e dai ricercatori che si occupano di questi sfortunati bambini.

I bambini che ne soffrono non manifestano nessun problema fisico o neurologico, ma cadono inspiegabilmente in questo stato di coma. In un articolo pubblicato nel 2005 sulla rivista medica Acta Pædiatrica, Göran Bodegård (direttore dell’Unità di Psichiatria Infantile dell’Ospedale Universitario di Karolinska, Stoccolma) afferma che i pazienti appaiono totalmente passivi, immobili, fiacchi, schivi, taciturni, incapaci di mangiare e bere, incontinenti e privi di reazioni dinanzi a stimoli fisici o al dolore. Questi piccoli pazienti vengono chiamati “bambini apatici“. Tra le vittime ci sono anche degli adolescenti.

Alcuni pediatri svedesi hanno ipotizzato che questa malattia sia un disturbo neurologico funzionale di natura culturale. La sindrome da rassegnazione potrebbe insorgere quando un precedente trauma piscologico o fisico si combina con credenze, specifiche di una cultura, per prescrivere, a livello inconscio, la reazione del corpo a questo stato di stress.

Questa interpretazione, per altro controversa, troverebbe sostegno nelle particolari comunità etniche coinvolte nella manifestazione di questa sindrome. Vent’anni dopo il primo caso, l’enigma del perché ciò accade solamente in Svezia non è stato ancora risolto.

Il Consiglio Nazionale di Sanità della Svezia ha dichiarato che solo tra il 2015 e il 2016 ci sono stati 169 episodi di questa sindrome e se anche il picco manifestatosi agli inizi degli anni Duemila è andando scemando, ancora troppi bambini cadono preda di questa angosciante sindrome.

Sulla sindrome da rassegnazione è stato prodotto un bel documentario svedese-americano, prodotto da Kristine Samuelson e John Haptas. “Life Overtakes me”, attraverso le immagini di alcune famiglie, fornisce un primo quadro su quanto sta ancora accadendo a centinaia di minorenni nella civile Svezia.

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