• Dom. Gen 24th, 2021

SCIENZA & DINTORNI

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I ricercatori della Rutgers University, mettono in evidenza che a rendere molto più ospitale il sottosuolo marziano sia stata, in passato, e forse anche adesso, la presenza di acqua allo stato liquido, formata dallo scioglimento di spesse lastre di ghiaccio, a causa del calore interno del pianeta creato dal decadimento di elementi radioattivi. Per come la pensano i ricercatori tutto ruoterebbe intorno alla presenza di una fonte di calore geotermico che era presente nel passato di Marte.

Secondo lo studio pubblicato sulla rivista scientifica “Science Advances” e coordinato dai ricercatori della Rutgers University americana, il sottosuolo di Marte sarebbe la zona più abitabile. Infatti in passato, e anche oggi, questa specifica area del pianeta rosso, che viene riscaldata dal suo calore interno, è quella che permette le migliori condizioni di abitabilità.

Il team di scienziati americani, che sono coordinati da Lujendra Ojha, esperto del Dipartimento di Scienze della Terra e Planetarie, presso la School of Arts and Sciences della Rutgers University, ha reso noto la loro tesi, che si è focalizzata sulla ricostruzione delle condizioni ambientali e geologiche del passato di Marte. Per far ciò il team ha raccolto e esaminato una serie di dati ricavati da missioni come la “InSight” della NASA, e successivamente li ha confrontati con alcuni modelli climatici computerizzati.

L’aspetto fondamentale che è andato a creare il meccanismo di migliore abitabilità del sottosuolo è, secondo il team di esperti, la presenza di una fonte di calore geotermico nel passato di Marte.

Gli esperti mettono in evidenza che la fonte del calore interna al pianeta ha contribuito a riscaldare Marte, in un periodo riconducibile a circa 4 miliardi di anni fa, un momento in cui il nostro Sole era molto giovane e quindi piuttosto debole.

Lujendra Ojha, spiega che: Le profondità del sottosuolo di Marte avrebbero potuto sostenere la vita grazie all’attività idrotermale. Quindi, in questo modo il sottosuolo marziano potrebbe rappresentare l’ambiente abitabile più longevo sul pianeta rosso”.

Il team di ricercatori, in un comunicato che è stato pubblicato sul sito dell’ateneo americano, ha spiegato che: “Il nostro Sole è un enorme reattore a fusione nucleare, che genera energia fondendo l’idrogeno in elio”. Il Sole, col passare del tempo, ha iniziato in maniera graduale a illuminare e riscaldare la superficie dei pianeti presenti nel nostro sistema solare.

Teoricamente, 4 miliardi di anni fa il Sole risultava molto più debole di oggi, quindi il clima di Marte sarebbe dovuto essere molto gelido. Invece, la superficie di Marte presenta oggi molti segni geologici, come ad esempio i letti dei fiumi, e indicatori chimici, come nel caso dei minerali legati all’acqua, che fanno immaginare che il pianeta rosso in realtà possedesse acqua liquida in abbondanza, in un periodo che va da circa 4,1 miliardi a 3,7 miliardi di anni fa, la cosiddetta era Noachiana.

Questa condizione crea una contraddizione tra la documentazione geologica di Marte e i modelli climatici ipotizzati dal debole paradosso del Sole giovane. Infatti, è proprio sui pianeti rocciosi come Marte, ma anche la Terra, Venere e Mercurio che elementi che riescono a produrre calore, come l’uranio, il torio e il potassio, generano il calore tramite il decadimento radioattivo.

I ricercatori concludono spiegando che:L’acqua liquida, in uno scenario simile, si può essere generata sciogliendosi sul fondo di spesse lastre di ghiaccio, anche se il Sole risultava essere più debole di come lo è adesso. Nel caso della Terra, ad esempio, il calore geotermico forma i laghi sub-glaciali nelle aree della calotta glaciale dell’Antartico occidentale, in Groenlandia e nell’Artico canadese. Probabilmente uno scioglimento simile potrebbe aiutare a spiegare come possa esistere la presenza dell’acqua allo stato liquido su Marte, che risulta essere freddo e gelido, esattamente come era 4 miliardi di anni fa”.

https://tg24.sky.it/scienze/2020/12/03/marte-sottosuolo#:~:text=%22Nelle%20profondit%C3%A0%20del%20sottosuolo%20marziano,%22%2C%20ha%20quindi%20affermato%20Ojha.

Fabiana Leoncavallo

Laureata in architettura, mi ritengo una persona piuttosto poliedrica. Grande appassionata di scienze, astronomia, storia, letteratura, cinema e serie tv, tutti argomenti che amo descrivere nei miei articoli, che si basano su ricerche valide. Inoltre, amo molto effettuare studi sulla natura, sugli animali, sui cambiamenti climatici, sulla salute e l'alimentazione.

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