• 15 Novembre 2021 6:31

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Quando è nata la vita sulla Terra

Sappiamo che il nostro pianeta si è formato 4,55 miliardi di anni fa. Non più di 700 milioni di anni dopo, ovvero 3,85 miliardi di anni fa si sarebbe evoluta la vita. Alcune rocce sedimentarie di Isua, in Groenlandia, farebbero propendere per questa data come limite massimo.

Queste rocce contengono isotopi di carbonio segno di processi biologici. Alcuni studiosi però sostengono che anche processi non biologici possano contenere lo stesso rapporto di isotopi biologici, ma la maggior parte dei biologi non ha dubbi sul fatto che la vita, in quel tempo, esistesse già.

I primissimi fossili non sono molto più recenti delle rocce di Isua: le stromatoliti strutture sedimentarie, appartenenti al gruppo dei calcari non particellari biocostruiti, finemente laminate, dovute all’attività di microrganismi bentonici fotosintetici, specialmente cianobatteri (procarioti fotosintetici) risalgono ad almeno 3,85 miliardi di anni fa.

La vita sul nostro pianeta si è quindi sviluppata in un tempo straordinariamente breve, sotto il profilo geologico. D’altra parte nessun processo biologico sarebbe potuto sopravvivere all’Eone Adeano, ovvero alla Terra primordiale che va dalla sua nascita, 4,55 miliardi a 4 miliardi di anni fa circa. Anche se la crosta terrestre si è solidificata intorno ai 160 milioni di anni dopo la sua formazione durante l’Eone Adeano il nostro pianeta era costantemente bombardato da oggetti celesti che avrebbero sterilizzato qualunque forma vivente.

Non dobbiamo farci ingannare da un numero come 700 milioni di anni, la cesura tra la vita e la non vita è semplicemente abissale ed è questa intrinseca caratteristica che conferisce la patente di straordinarietà ad un processo compiutosi in qualche centinaio di milioni di anni.

Come ha detto una volta la biologa Lynn Margulis “Il divario tra l’assenza di vita e un batterio è molto maggiore di quello tra un batterio e l’uomo.” Pur tuttavia questo divario è stato colmato in tempi insolitamente brevi tanto che alcuni scienziati hanno sentito la necessità di sostenere una ipotesi che suggerisce che i semi della vita (in senso ovviamente figurato) siano sparsi per l’Universo, e che la vita sulla Terra sia iniziata con l’arrivo di detti semi e il loro sviluppo. Si tratta della cosiddetta teoria della panspermia.

Se questa ipotesi fosse corretta, è la vita sulla terra provenisse da spore che in un lontanissimo passato hanno attraversato gli sconfinati spazi interstellari allora l’universo pullulerebbe di vita e la Terra non avrebbe niente di speciale.

Nel caso invece che la vita si sia sviluppata senza interferenze extra terrestri allora una cosa è certa, si tratta di uno straordinario mix di circostanze e fasi temporali che hanno quasi del miracoloso.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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