• 17 Maggio 2022 11:00

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

SARS-COV-2 sta diventando più buono?

Pur con molta prudenza la sensazione che il virus responsabile di Covid19 sia diventato meno virulento inizia a circolare tra epidemiologi e clinici italiani. Questa sensazione si basa su due parametri uno oggettivo e l’altro che non è confortato da uno studio omogeneo e rigoroso.

Il primo è il drastico calo dei ricoveri in terapia intensiva che dal picco del 4 aprile scorso (4068 persone) è sceso il 6 maggio a 1.333 unità, l’1,5% dei malati. A questo si associa anche il dato delle persone che hanno bisogno di un ricovero nei reparti ordinari anch’esso in forte calo dal picco del 4 aprile (da 29.010 a 15.769).

Il secondo indicatore che potrebbe suffragare l’ipotesi di una minore aggressività del virus è legato all’espressione clinica dell’infezione, che adesso è più mite. In altre parole si presentano agli ospedali persone con un quadro clinico meno grave di quelle che vi affluivano nel mese di marzo e nella prima settimana di aprile.

«Stiamo osservando che il virus perde potenza — ha detto Massimo Ciccozzi, responsabile dell’Unità di statistica medica ed epidemiologia molecolare dell’Università Campus Bio-Medico di Roma durante un’audizione in Senato —. Evolve, ma perde contagiosità e, probabilmente, letalità».

Rimane un margine di incertezza se questo dipenda esclusivamente dal fatto che il virus opportunisticamente sta trovando il modo di coabitare con il suo ospite umano senza ucciderlo oppure che si tratti di una fase dovuta al caldo che come si è osservato per altri coronavirus non è l’ambiente ideale per questi patogeni.

Nell’uomo circolano quattro coronavirus “ingentiliti”, di cui due molto simili a Sars-CoV-2 per caratteristiche chimico-fisiche (beta-coronavirus). Uno di questi esiste probabilmente dal 1200 e si è adattato a noi con grande successo. Tutti provocano infezioni modeste, tranne nei bambini molto piccoli. E tutti circolano solo in inverno, per sparire invece nei mesi caldi.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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