• 11 Novembre 2021 22:17

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Il profeta di Dio

Maometto nasce in una data imprecisata intorno al 570 a La Mecca. La sua è una famiglia di mercanti della tribù di  Banū Hāshim un ramo minore della potente tribù Banū Quraysh.

Non esiste alcuna data certa neppure della sua morte, né per quanto riguarda il giorno o il mese o l’anno, che la maggior parte delle fonti tradizionaliste colloca l’8 giugno 632 a Medina.

Maometto è un uomo brillante, dotato di un forte auto controllo e grandi abilità diplomatiche che in gioventù si guadagna da vivere con il commercio carovaniero. Nello stesso tempo dimostra un’attenzione rara tra i mercanti rispetto a quello che accade nel complesso della sua società, con particolare riguardo alla sofferenza dei più poveri.

Intorno ai quaranta anni mette in discussione la società della Mecca dominata dai potenti Quraysh che disprezzano cordialmente quest’uomo che osa criticarli. Poi Maometto perde in un breve lasso di tempo uno zio che lo aveva sempre sostenuto e l’adorata moglie Khadigia.

Alla morte di costoro Maometto con un pugno di seguaci lascia la Mecca e si trasferisce a Yathrib, un borgo rurale di circa 3000 abitanti che successivamente prenderà il nome di Medina. Era il 24 settembre del 622 primo anno dell’Egira (la migrazione da La Mecca a Medina) e l’inizio di una nuova era che cambierà il mondo per sempre.

In breve Maometto diventa il capo politico di Medina e da li con il suo Credo e la sua spada partirà alla conquista di un vero e proprio impero. Nel 610, ovvero 22 anni prima della fuga a Medina, Maometto affermò di operare in base a una rivelazione ricevuta, cominciando a predicare una religione monoteista basata sul culto esclusivo di un Dio, unico e indivisibile. Maometto, raccontò che la rivelazione era stata preceduta da sogni con forti connotazioni spirituali. Furono proprio questi sogni a sospingere Maometto, benestante e socialmente ben inserito, verso una pratica spirituale molto intensa e sono quindi considerati anticipatori della rivelazione vera e propria.

I doveri dei seguaci dell’Islam furono codificati nel Corano sulla base delle rivelazioni che Allah aveva elargito al suo Profeta, Maometto. Il credente doveva accettare che esiste un solo Dio e Maometto è il suo Profeta, doveva pregare cinque volte al giorno, dare elemosine ai poveri, rispettare un digiuno di 29-30 giorni durante il mese di Ramadan, (il nono del calendario mussulmano) ed effettuare almeno una volta nella vita il pellegrinaggio alla Mecca.

Accanto a questi precetti rivoluzionari che cambieranno in profondità la società araba Maometto associò una straordinaria capacità politica e militare che lo porterà prima a dominare Medina, quindi a spodestare il potere dei Quraysh da La Mecca ed infine ad unificare le frammentate tribù arabiche.

Alla fine del processo la penisola arabica presentava un assetto del tutto nuovo, il particolarismo tribale era assoggettato ad una nuova e forte realtà centrale. Essa si fondava sulla nuova fede e la sua gerarchia espressione di una nuova elite dominante costituita dai primi convertiti all’Islam, integrata dalla seconda ondata formatisi a Medina.

Per la prima volta nella sua storia la Penisola Arabica si trovava unificata in un’unità politica centrale che faceva perno sulla nuova fede e sulla spada. Il processo di conquista era partito nel 630 con la presa de La Mecca, poi si estese a tutto il resto del Hijaz (la regione nord-occidentale della Penisola araba, oggi parte dell’Arabia Saudita).

Sempre nel 630 Maometto sbaraglia  a Ḥunayn  l’alleanza che s’imperniava sulla tribù dei Banū Hawāzin, con una serie di operazioni militari nel cosiddetto Wadi al-qura, a 150 chilometri a settentrione di Medina, conquistò o semplicemente assoggettò vari centri abitati (spesso oasi), come Khaybar, Tabūk e Fadak, il cui controllo aveva indubbie valenze economiche e strategiche.

Alla morte di Maometto avvenuta nel 632 senza che il Profeta di Dio avesse indicato il suo successore si scatenò un periodo di disordini interni che va sotto il nome di guerra della ridda (632-633) combattuta tra i vari capi delle fazioni islamiche per conquistare la posizione di Maometto.

Al termine di questa fase emerse vittorioso Abu Bakr, un leader nato, abile e moderato che era il padre della moglie prediletta di Maometto, Aisha.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

2 commenti su “Il profeta di Dio”

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