• 15 Novembre 2021 13:25

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Covid19: In Italia salvate 38.000 vite umane

Le misure intraprese in modo progressivamente più drastico dal nostro governo avrebbero salvato almeno 38.000 vite umane. Lo afferma uno studio dell’Imperial College di Londra, cofirmato da Neil Ferguson, una delle massime autorità in materia, lo scienziato che ha convinto il premier inglese a cambiare la sua folle strategia ed attuare un lockdown sia pure meno rigoroso di quello italiano.

Lo studio che prende in esame gli effetti delle misure di contenimento dell’epidemia in 11 paesi europei stima che in Italia il numero effettivo dei contagiati sia intorno ai 6 milioni di persone. Il rapporto del prestigioso istituto di ricerca afferma che «in Italia e in Spagna, dove l’epidemia è in fase avanzata, sono stati evitati rispettivamente 38.000 [13.000-84.000] e 16.000 [5.400-35.000] morti». Il range delle cifre è correlato alle ovvie incertezze statistiche.

Questi numeri indicano i decessi evitati fino al 31 marzo. Se le misure di distanziamento sociale e di lockdown continueranno come è quasi certo in Italia, le vite salvate saranno significativamente maggiori. Nello studio però non ci sono analisi riguardanti soltanto i morti e quelli evitati grazie alle azioni intraprese dai governi. Un focus particolare viene posto sui contagiati che sono per Neil Ferguson e colleghi largamente sotto stimati.

«Stimiamo che, in tutti gli 11 Paesi europei esaminati, tra i 7 e i 43 milioni di persone sono state infettate dalla SARS-CoV-2 fino al 28 marzo, il che rappresenta tra l’1,88% e l’11,43% della popolazione — scrivono gli studiosi —. La percentuale della popolazione infettata fino ad oggi – il tasso di attacco – è stimato essere il più alto in Spagna, seguito dall’Italia e il più basso in Germania e Norvegia, riflettendo le fasi relative delle epidemie”.

Una delle ragioni di questa enorme sotto stima è legata al basso numero di test effettuati che non permette di intercettare i pazienti asintomatici. Lo studio conclude che “le popolazioni in Europa non sono vicine all’immunità di gregge (~50-75% se R0 è 2-4). Inoltre, con i valori di Rt in calo sostanziale, il tasso di acquisizione dell’immunità del gregge rallenterà rapidamente. Ciò implica che il virus sarà in grado di diffondersi rapidamente se gli interventi saranno revocati».

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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