• 11 Novembre 2021 15:23

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

A qualcuno piace Valdo

Nello stesso periodo in cui si diffondeva “l’eresia” dei catari, un’altra setta si diffuse tra l’Italia e la Francia, quella dei valdesi. Il suo fondatore fu Valdesio, erroneamente conosciuto per molto tempo come Pietro Valdo. Originario di Lione, Valdesio era un cittadino che con la sua professione si era arricchito, oggi diremmo un membro dell’alta borghesia.

Secondo le cronache di Durando d’Osca uno dei suoi primi discepoli, verso il 1172  Valdesio abbandonerà la moglie, farà accogliere le figlie nel monastero di Fontevrault e offrirà tutta la sua ricchezza ai poveri. In seguito si circondò di un gruppo di seguaci con i quali, fatto voto di castità e vestiti solo di stracci, andava in giro a predicare il messaggio evangelico; ben presto il gruppo fu identificato con l’espressione Poveri di Lione.

L’abbandono delle ricchezze e della vita mondana per abbracciare la povertà evangelica delle origini del cristianesimo non era certamente un fatto nuovo, né sarebbe stato l’ultimo esempio. Circa un secolo dopo, il ventiquattrenne Francesco d’Assisi compirà la medesima scelta con ben altra fortuna di Valdesio.

La cosa singolare era che il fulcro della predicazione dei “poveri di Lione” fosse la lotta contro le eresie ed in particolare contro quella dei catari. Nonostante questo papa Lucio III inserì anche i valdesi nella lista degli eretici da perseguitare. Il motivo era piuttosto semplice la predicazione di Valdesio e dei suoi seguaci avveniva senza una formale autorizzazione del Papa.

Valdesio e i suoi dunque iniziarono a percorrere in lungo e in largo il Sud della Francia per predicare il vangelo. Allo scopo di renderlo più accessibile ai molti che non conoscevano il latino, avevano fatto tradurre un certo numero di testi tratti dalle Sacre Scritture in volgare. Paradossalmente, nonostante l’ostilità della Chiesa cattolica, i valdesi cercarono con insistenza l’approvazione del Papato al loro operato.

Nel 1179 parteciparono a Roma al Concilio lateranense ma gli incontri con Papa Alessandro III fallirono. Pur riconoscendo le loro buone intenzioni il Papa non concesse ai valdesi il permesso di predicare. I poveri di Lione ci riprovarono l’anno successivo con il medesimo esito. La Chiesa non era pronta ad accettare predicatori laici né al ruolo attivo che svolgevano le donne all’interno della setta.

Nonostante la scomunica i valdesi si diffusero nel sud della Francia, in Germania e nel nord d’Italia. La crescita della setta però si scontrerà in breve con una serie di scissioni, ad iniziare dalla separazione dei Pauperes Lombardi da quelli de Lugduno, secessione che si attuò in maniera dolorosa nel 1205, quando Valdesio era ancora vivo.

Alcune frange del movimento si accordarono in una sorta di patto di non belligeranza con gli “antichi nemici” catari. Valdesio morirà nel 1206 circa senza essere riuscito a risolvere il rapporto conflittuale con la Chiesa cattolica. Negli anni successivi, una parte dei valdesi riuscì a farsi riconoscere da papa Innocenzo III (nel 1208) un mandato per esercitare la missione apostolica, gettando le premesse per la nascita di un vero e proprio ordine religioso che si sarebbe chiamato dei “pauperes cattolici”.

Alcuni segmenti della setta rimasero però al di fuori di questa riconciliazione con la Chiesa di Roma, mantenendo fedeltà ai principi originari, si trattava di una parte francese (ultramontani), un’altra lombarda (ytalici). Essi si ritrovarono a Bergamo nel 1218 per cercare di organizzarsi e di ritrovare l’unità, ma l’assemblea ebbe come unico risultato l’apertura di una disputa sul destino ultraterreno di Valdesio.

Sulla sorte extra terrena del fondatore si scatenerà una disputa tra chi lo voleva in Paradiso (i francesi) e chi invece in procinto di espiare le proprie colpe (gli italiani). Il risultato di questa accanita disputa fu che la figura del fondatore non soltanto né uscì fortemente ridimensionata ma cadde progressivamente in una sorta di oblio. Prendeva corpo così il mito che i valdesi discendessero direttamente dai primi apostoli, mito certamente più affascinante ed illustre di quello che si poteva ricavare dalla scelta di povertà di un cittadino borghese contemporaneo.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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