• 11 Novembre 2021 11:29

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Un pompelmo “rosa shocking”

All’indomani della seconda guerra mondiale, gli Stati Uniti iniziarono a sperimentare la tecnologia alla base della bomba atomica in ambito civile. Questo utilizzo del tutto particolare riguardò anche e massicciamente l’agricoltura.

Un articolo della Divisione di tecniche nucleari in agricoltura della FAO descrive varie colture mutate grazie all’esposizione radioattiva ormai diffuse e commercialmente affermate. Il suo database segnala almeno 48 tipi di frutta, tra cui mele, banane, albicocche, pesche, pere e melagrane.

Uno dei prodotti che hanno riscosso il maggior successo commerciale è il pompelmo rosa Star Ruby. La prima varietà di un pompelmo dalla colorazione rosa era stato il Ruby Red, derivato da una mutazione spontanea scoperta in Texas nel 1929. Questo pompelmo con il passare della maturazione però perdeva il suo bel colore rosato ed il succo aveva un sapore piuttosto sgradevole.

I semi di pompelmo furono dunque irradiati con fasci di neutroni lenti, e nel 1970 venne introdotta in commercio la varietà Star Ruby, senza semi e dalla polpa rossastra. Nel 1984 ulteriori irradiazioni produssero la specie Rio Red che aveva rese ancora maggiori. L’insieme delle due varietà mutanti coprono il 75% della produzione texana di pompelmo.

Le virtù di questo frutto sono soprattutto da ricercarsi nella quantità di licopene un idrocarburo isomero aciclico del beta-carotene dalle proprietà antiossidanti. Il suo contenuto calorico è molto basso 32 kcal per 100 grammi di prodotto.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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