• 10 Novembre 2021 2:49

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Il collasso di una stella

A volte quando una stella molto grande collassa su se stessa, le regioni più esterne possono essere espulse verso lo spazio profondo da un’immane esplosione, indicata con il termine di supernova. L’esplosione di una supernova è così potente da emettere più luce della somma di tutte le stelle della galassia di appartenenza.

Un esempio ci è dato dai resti del collasso di una supernova che ci appaiono oggi come la Nebulosa Crab. L’esplosione avvenuta nel lontano 1054 venne registrata dagli studiosi cinesi dell’epoca. Anche se la stella esplosa si trovava a 5000 anni-luce di distanza, rimase osservabile a occhio nudo per mesi, risplendendo con una luminosità tale da essere visibile persino di giorno, mentre di notte era possibile leggere alla sua luce!

Una supernova che si trovasse a “soli” 500 anni luce da noi sarebbe 100 volte più luminosa e potrebbe letteralmente trasformare la notte in giorno. Questi fenomeni caratterizzata da un’estrema violenza possono però rappresentare un pericolo per la vita sulla Terra nonostante distanze per noi difficilmente concepibili. Se l’esplosione di una supernova avvenisse a una distanza sufficientemente ridotta, potrebbe lasciare la Terra intatta, ma emettere una quantità di radiazioni sufficiente a uccidere tutti gli esseri viventi.

Nell’intero universo esplodono in media centinaia di migliaia di supernove ogni giorno ed in una singola galassia si verifica una supernova in media una volta al secolo. Per questo alcuni scienziati ritengono che una vita aliena, senziente sia molto più probabile in regioni delle galassie scarsamente popolate da stelle.

La principale candidata a diventare la prossima supernova nella nostra galassia è una stella chiamata Rho Cassiopeiae. Fortunatamente, si trova a 10.000 anni-luce da noi, una distanza di sicurezza sufficiente a farci restare tranquilli. Essa appartiene a una classe di stelle note come ipergiganti gialle (nella Via Lattea ne sono state individuate in tutto soltanto sette).

La comunità scientifica è abbastanza concorde da ritenere altamente pericolose per la vita sulla Terra supernove che si verifichino in un raggio di 100 anni luce dal nostro pianeta anche se questo limita non va preso per oro colato perché può essere influenzato e variare anche profondamente in base a diversi parametri tra i quali le dimensioni dell’astro che collassa.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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