• 10 Novembre 2021 2:32

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

I capolavori del cinema erotico: Metti una sera a cena (1969)

“Se devi farla ad un amico, tanto vale farla grossa” esclama in un passaggio cruciale del film Max (Tony Musante) all’amico scrittore Michele (Jean Louis Trintignant). E’ questa affermazione di uno dei componenti della combriccola di colti intellettuali benestanti che da il tratto distintivo di questa pellicola del 1969 per la regia di Giuseppe Patroni Griffi.

Il film era tratto da una pièce teatrale, che lo stesso Patroni Griffi porta in scena all’Eliseo di Roma nel 1967 con grande successo di pubblico e con repliche che si susseguono per ben due anni. Protagonisti della prima edizione, che aveva come regista Giorgio De Lullo, erano gli attori della Compagnia dei giovaniRomolo Valli, Rossella Falk, Elsa Albani e Carlo Giuffré, con Umberto Orsini nella parte di Ric.

Nel testo teatrale tutto ruota intorno ad una cena che riunisce quattro appartenenti alla classe media colta e benestante: Michele, scrittore di successo, la giovane moglie Nina, la ricca Giovanna, amica di Nina, e l’attore teatrale Max. Nina e Max intrattengono una morbosa relazione, di cui forse il marito è al corrente, mentre Giovanna è innamorata di Michele. Le serate e le conversazioni si ripetono in un’atmosfera amorale e annoiata, fino a quando Max propone a Nina come “diversivo” Ric, giovane studente contestatore che per sopravvivere si concede a pagamento a uomini e donne.

Il film sceneggiato tra gli altri da un giovanissimo Dario Argento rompe l’unità di luogo ed introduce con un montaggio straordinario di Franco Arcalli gli esterni riproposti come flashback all’interno del tessuto narrativo. Patroni Griffi utilizza gli stereotipi decadenti ed amorali della borghesia colta ed annoiata per una satira pungente sul comune senso del pudore. Il film caratterizzato da un intreccio di situazioni ambigue e morbose solleverà un grande scalpore anche per il gusto decadente e malizioso dell’autore partenopeo. Tra gli interpreti va ricordata l’allora giovanissima Florinda Bolkan (Nina) che diverrà una delle protagonisti della commedia italiana boccaccesca. La famosa scena d’amore a tre che la vede protagonista provocherà una serie di problemi con la censura fece entrare di diritto il film nell’allora emergente filone erotico attirando un grande numero di spettatori.

Una parte non marginale del successo della pellicola è dovuto alla straordinaria colonna sonora firmata da Ennio Morricone con una sequenza ascendente di sole tre note, ripetute ossessivamente lungo tutto il dipanarsi del tema musicale principale, Morricone costruì un’accattivante bossa nova che poi divenne famosa anche fuori dal film. “Metti una sera a cena” sarà presentato in concorso al 22mo Festival di Cannes.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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