• 15 Novembre 2021 21:17

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Una giornata del Cancelliere Hitler

Anche dopo la presa del potere le abitudini di lavoro del “Cancelliere” Hitler erano alquanto irregolari. Il concetto di routine gli era del tutto estraneo e la natura bohemien del suo stile di lavoro non lo abbandonerà mai, almeno fino all’ingresso in guerra della Germania nazista.

Appassionato di cinema il Fuhrer faceva spesso le ore piccole visionando pellicole nella sua sala di proiezione privata e la mattina conseguentemente si alzava tardi. In genere cominciava a lavorare non prima delle 10 di mattina, ascoltando per un paio d’ore i rapporti Hans-Heinrich Lammers, Capo della Cancelleria del Reich e suo principale collegamento con i Ministri. Piuttosto frequentemente riceveva anche Walther Funk, vice di Goebbels al Ministero della Propaganda.

L’ora di pranzo era generalmente fissata per le 13, salvo ritardi. Hitler pranzava con i membri della sua cerchia intima autisti personali, aiutanti, il suo fotografo personale Heinrich Hoffman. Al tavolo sedevano molto spesso Goring, Goebbels, Himmler ed in seguito Albert Speer. Raramente pranzavano con il Fuhrer gli altri membri del Governo e d’altra parte se un Ministro cadeva in disgrazia, il primo segnale era quello di essere escluso da ogni possibilità di incontrare Hitler.

Il Ministro dell’Agricoltura Darrè, ad esempio, cercò inutilmente per due anni di incontrare Hitler per informarlo sulla penuria delle scorte alimentari. Dopo pranzo Hitler discuteva di politica estera e di questioni militari con tutta una pletora di consiglieri o discorreva di progetti architettonici con Speer.

Hitler detestava leggere quelle che definiva scartoffie e preferiva di gran lunga esternare i propri convincimenti ad un uditorio servile che si guardava bene dal contraddirlo o interromperlo. Quando Hitler soggiornava nel ritiro dell’Obersalzberg sulla Alpi Bavaresi, la sua giornata di lavoro era ancora più irregolare.

La struttura che originariamente era costituita da un piccolo chalet sulla cima di una collina fu completamente ristrutturata nel 1933 e prese il nome di Berghof. Si trattava di un complesso di edifici con una terrazza panoramica dalla vista spettacolare, alcuni di questi edifici sparsi sui fianchi della collina erano destinati ai membri del suo entourage.

Durante i frequenti soggiorni Hitler lasciava i suoi alloggi nel primo pomeriggio per una passeggiata verso il fondovalle dove un auto lo attendeva per riportarlo su, al termine della sua escursione. Anche qui trascorreva i dopo cena vedendo vecchi film e non andando mai a letto prima delle 2 o le 3 di notte.

Al Berghof si trovava spesso in compagnia di Eva Braun la sua amante di ben 23 anni più giovane di lui. La Braun giovane, ingenua e sottomessa era chiaramente lusingata dalle attenzioni dell’uomo più potente della Germania verso cui provava anche un evidente timore reverenziale.

La relazione con Eva fu sollecitamente accettata dalla cerchia hitleriana ma tenuta accuratamente nascosta all’opinione pubblica per non scalfire l’aura ascetica e solitaria di Hitler. Il Furher era poco attratta dalla maggioranza delle questioni di governo ma questo non significava che esso fosse pigro ed indolente. Quando una questione lo interessava era capace di picchi forsennati di lavoro che a volte mettevano a dura prova aiutanti e subalterni della sua cerchia.

In campo artistico e culturale e nella politica razziale Hitler era molto interessato ed attivo e pretendeva di dettare scelte ed azioni. L’area nella quale Hitler era indubbiamente più interessato era, però, la politica estera e soprattutto la preparazione alla guerra. Non si esagera affermando che il Furher svolse un ruolo decisivo nel precipitare il paese nel drammatico conflitto mondiale che avrebbe sconvolto il mondo per cinque anni.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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