• 12 Giugno 2022 23:21

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

L’impenetrabile Venere

Abbiamo visto nel post “Immondizia” su Marte come le missioni esplorative attraverso sonde robotiche hanno prodotto risultati scientifici straordinari oltre a rilasciare sulla superficie marziana un bel pò di “rifiuti” tecnologici. La situazione su Venere è da quest’ultimo punto di vista ancora peggiore, dal 1970 a oggi sono scesi, o hanno galleggiato nella spessa atmosfera venusiana per poi cadere sul suolo, circa venti oggetti umani di notevoli dimensioni, in maggioranza sovietici, un paio di giganteschi palloni stratosferici francesi e la sonda statunitense Magellan per una massa totale di oltre 22 tonnellate di materiale.

Venere è stata oggetto dagli anni Sessanta dello scorso secolo ad oggi di circa 40 missioni delle quali soltanto la metà hanno avuto successo. Ancora una volta, a riprova dell’eccellente livello della ricerca spaziale di quel paese, è stata una sonda sovietica Venera 7 lanciata il 15 luglio 1970 ad atterrare, primo oggetto umano, su un altro pianeta. Dal 1975 al 1982, altre sonde sovietiche della serie «Venera» riuscirono addirittura a mandare a Terra foto, anche a colori, riprese da telecamere posate sul suolo venusiano: un gran bel successo, anche perché, a oggi, quelle vecchie foto rimangono le uniche dalla superficie,

La NASA ha risposto con la missione Magellan che dal 1989 al 1994 grazie ad un potente fascio laser è riuscita, prima di schiantarsi sulla superficie, a tracciare una mappa globale di Venere. Da oltre 30 anni nessuna sonda è riuscita più ad atterrare sull’infernale superficie venusiana. Tutt’oggi sappiamo ancora relativamente poco su questo inospitale pianeta: 450°C di temperatura alla superficie, causati da uno spaventoso effetto serra, pressione superficiale di quasi cento atmosfere, nubi di acido solforico che si spostano ad alta velocità, e molto altro.

Insomma quando si dice un “inferno in terra”……

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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