• 20 Novembre 2021 7:27

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

La grotta di Altamira e le prime pitture degli uomini primitivi

La grotta di Altamira si trova nei pressi di Santillana del Mar in Cantabria, 30 chilometri ad ovest di Santander, nel nord della Spagna. Fu scoperta accidentalmente da un cacciatore nel 1868 e successivamente visitata, quasi dieci anni dopo, da un proprietario terriero locale, Don Marcelino Sanz de Sautuola, nel 1876. Due anni dopo, ispirato da una mostra sull’arte paleolitica a cui aveva assistito a Parigi nel 1878, de Sautuola tornò alla grotta con la figlia di otto anni, Maria.

E fu proprio la bambina ad accorgersi dei dipinti murali, mentre il padre cercava sotto la superficie tracce di manufatti arcaici. Don Marcelino annunciò nel 1880 la scoperta di questi dipinti rupestri scatenando il fuoco di sbarramento del mondo accademico che ritenevano impossibile che esseri tanto primitivi fossero capaci di pitture così evocative.

Passeranno diversi decenni prima che le nuove tecnologie dessero ragione all’ormai defunto archeologo dilettante de Sautuola. In genere si ritiene che i dipinti nella grotta risalgano a 12000 anni a.e.v. circa, alla fine dell’ultima era glaciale, anche se alcuni studiosi hanno sostenuto che potrebbero essere molto più antichi. Sappiamo invece con certezza che non sono più recenti, poiché a quell’epoca una frana sbarrò l’ingresso alla grotta.

La grotta lunga circa 300 metri e con i tipici cunicoli che collegano camere differenti ha innumerevoli dipinti e incisioni di animali sui muri, i più famosi sono quelli sul «Soffitto Multicolore», che comprendono una mandria di bisonti, un paio di cavalli, un cervo e forse altri animali.

Il flusso turistico della grotta di Altamira divenne ben presto impressionante, nel 1979 si era arrivati a ben 150.000 visitatori l’anno. La condensa provocata dal fiato di questa massa di turisti iniziò a danneggiare le pitture rupestri e così nel 1985, dopo che la grotta era stata nominata dall’UNESCO patrimonio dell’umanità, si ridusse il flusso di visitatori a 10.000 l’anno.

Nel 2002, infine, la grotta è stata chiusa, e nelle vicinanze ne è stata costruita una riproduzione esatta, che oggi è visitata dalla stragrande maggioranza dei turisti; dal 2015, infatti, solo cinque persone estratte a sorte sono ammesse a visitare la grotta originale per un massimo di 37 minuti, una volta alla settimana.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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