• 13 Novembre 2021 14:32

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

1913: La grande illusione – Ep. 10

Nel 1910 Ralph Norman Angell-Lane (Holbeach, 26 dicembre1872 – Croydon, 7 ottobre1967) , politico, giornalista e saggista britannico pubblica “La grande illusione” un saggio politico-economico che diverrà un vero e proprio best seller tradotto in 25 paesi.

Nel 1913 Angell scrive una lettera aperta agli studenti tedeschi rilanciando così l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale sulla sua opera più importante e ovviamente sulla situazione politica internazionale del momento. Angell riprendendo le tesi de “La grande illusione” ribadisce che l’epoca della globalizzazione impedisce lo scatenarsi di guerre globali.

 La grande illusione a cui allude il titolo del saggio si riferisce alla convinzione molto diffusa in Europa all’inizio del XX secolo che ci sarebbe stata una grande e catastrofica guerra fra le potenze europee, convinzione supportata anche dalla corsa al riarmo navale fra Germania e Regno Unito. Oltre all’interdipendenza delle reti economiche Angell sosteneva che il mondo della finanza e della comunicazione avrebbe di fatto impedito ai governi una guerra che lo avrebbe danneggiato irrimediabilmente.

Le tesi di Angell, che nel 1933 vincerà il Nobel per la Pace, rassicurano gli ambienti intellettuali di mezza Europa ed anche di oltre Atlantico se è vero che il Presidente della Stanford University, David Star Jordan, dopo aver letto il saggio dello scrittore britannico, in quel maggio del 1913, dichiara senza ombra di incertezze: “La grande guerra in Europa, da sempre una minaccia, non scoppierà mai. I banchieri non sborseranno il denaro necessario al conflitto, l’industria non lo alimenterà, mentre gli statisti non possono farlo. Non ci sarà nessuna grande guerra”.

Purtroppo di li a qualche mese, questa previsione si rivelerà la vera grande illusione.

nota: nella foto Norman Angell

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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