• 14 Novembre 2021 1:37

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

Il misterioso ippocampo

Parte integrante del sistema limbico gli ippocampi sono probabilmente la parte meno conosciuta e più scientificamente controversa del cervello. Tutto questo nonostante le centinaia di pagine scritte su questa parte del nostro cervello. Soltanto per fare un esempio The hippocampus book, un volume di neuroscienza edito da Oxford University Press,conta ben 840 pagine!

Il nome gli fu assegnato nel Cinquecento dall’anatomista bolognese Giuseppe Cesare Aranzi per la vaga forma di cavalluccio marino. Gli ippocampi sono collocati in entrambi gli emisferi fra i talami e i lobi temporali della corteccia. In estrema sintesi, hanno a che fare con la memoria e con lo spazio. Sono responsabili dell’installazione delle memorie episodiche,

Rivestono un ruolo significativo sia nelle memorie episodiche, ovvero quelle che interessano le nostre esperienze personali, che nella memoria semantica coinvolta nella cosiddetta memoria nozionistica o in quella che riguarda complesse regole sociali.

È dimostrato che eventuali danni agli ippocampi rendono impossibile la formazione di nuove memorie, lasciando intatte quelle vecchie (immagazzinate altrove nel cervello) e preservando la memoria implicita quella correlata alla capacità di apprendere nuove abilità manuali.

Sono i neurotrasmettitori della serotonina, della dopamina e della noradrenalina a modulare l’azione degli ippocampi. Ma gli scienziati hanno notato che vengono attraversati anche da una misteriosa onda di impulsi elettrici ogni 6-10 secondi, quelle che vengono chiamate onde Theta (a una frequenza compresa fra i 6 e i 10 hertz). Secondo recenti studi fatti all’Università di Berkeley, sembra che le diverse frequenze Theta servano a loro volta a trasmettere informazioni, come verificato tramite gli elettrodi impiantati nel cervello di un topo intento a navigare dentro a un labirinto.

La capacità di orientarsi è una delle misteriose capacità degli ippocampi. E’ stato osservato come i taxisti di Londra che per ottenere la licenza devono dimostrare di conoscere quasi visivamente la mappa della gigantesca metropoli britannica hanno la parte posteriore degli ippocampi ingrossata.

Questi due cardini del sistema limbico contengono anche un’elevata quantità di recettori del cortisolo, rendendoli particolarmente vulnerabili allo stress di lungo termine. È provato che gli ippocampi di persone colpite da stress post-traumatico risultino parzialmente atrofizzati. Sembra esserci un legame anche con la depressione grave e la schizofrenia.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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