• 17 Novembre 2021 7:07

SCIENZA & DINTORNI

Divulgazione storica e scientifica – DIRETTORE Fabiana Leoncavallo

La sofisticata configurazione dei neuroni

Dopo aver visto nel  post I neuroni cosa sono queste particolari e straordinarie cellule che formano  il nostro cervello, in questo articolo  descriveremo brevemente come sono fatti e qual’è la loro sofisticata configurazione.

I terminali riceventi del neurone sono i dendriti che assomigliano ad una vera e propria foresta tanto che prendono il nome dal greco dendron che  vuol dire “albero”.  Le “foglie” dei dendriti sono chiamate spine e hanno il compito di ricevere le informazioni che provengono da altri neuroni. I dendriti e le loro spine sono tutt’altro che formazioni statiche, essi  riadattano continuamente  le connessioni neuronali. L’apprendimento e la memoria sono determinati dalla forza o dalla debolezza dei contatti sinaptici, nonché dalla crescita e dall’adattamento di nuove spine e nuovi dendriti.

 Il corpo centrale del neurone, chiamato soma, è  il  punto che collega sia i dendriti che gli assoni. Genera l’energia necessaria, fabbrica le parti e le assembla. Esternamente, è una membrana fatta di grassi e di catene di amminoacidi che protegge il neurone dall’ambiente esterno. All’interno, c’è una batteria di meccanismi specializzati, a cominciare dal nucleo, che funziona sia da magazzino che da fabbrica: conserva il DNA, che contiene tutte le informazioni per costruire le proteine necessarie alla sopravvivenza, e fabbrica l’RNA, dal quale sintetizzarle.  

Come abbiamo  già  scritto  ogni neurone ha tanti dendriti ma un solo assone che ha il  compito precipuo  di inviare l’informazione ad altri neuroni, in pratica è come se in una cittadina ci fossero tante strade in entrata ma  una sola in uscita.  Un’altra caratteristica  che  lo differenzia dai dendriti è relativa alla natura del segnale chimico, quello  che  arriva ai dendriti può essere intenso o debole, o in tutte le gradazioni intermedie, il segnale elettrico che attraversa l’assone invece c’è o non c’è, è acceso o spento. Da questo punto di vista, si potrebbe dire che i dendriti siano congegni analogici, mentre l’assone è fondamentalmente digitale.

L’informazione che l’assone trasporta viaggia a velocità  molto elevante, nei casi estremi, può arrivare a 720 km/h. La velocità  di  output è direttamente  proporzionale allo spessore della guaina di mielina che lo isola da interferenze esterne. C’è un rapporto diretto fra la quantità di mielina disponibile e l’uso intensivo dell’assone.  Di fatto, la mielina è fortemente implicata nell’intelligenza umana.   E le numerose patologie che inducono la perdita di mielina, come la sclerosi multipla, danneggiano il  potenziale cognitivo dell’uomo.

Infine a dare colore alla  cosiddetta materia grigia è la concentrazione dei corpi neuronali mentre per la materia bianca la colorazione dipende strettamente dalla mielina. In uno dei  prossimi post  esploreremo il ruolo fondamentale  delle sinapsi. 

 

  

 

 

 

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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