La vegetariana di Han Kung

Non è facile definire “La vegetariana” di Han Kung, Adelphi, 176 pagine, € 15,30 (prezzo Ibs). L’autrice una scrittrice sudcoreana, classe 1970, racconta la scelta estrema ed apparentemente incomprensibile di Yeong-hye che improvvisamente, dall’oggi al domani, diventa vegetariana, anzi vegana, anzi quasi digiunante.
Non solo non mangia più carne, ma quasi non vorrebbe vederne, entrarne in contatto sia pure visivamente. Alla domanda del marito e degli altri cari che le chiedono spiegazioni, si limita ad un enigmatico e laconico “ho fatto un sogno….”
Nei tre capitoli che costituiscono questo romanzo diventato un vero e proprio cult anche in Italia, il primo visto con gli occhi della protagonista e gli altri due, per cosi dire “dall’esterno” si percorre la vicenda umana di Yeong-hye.

A seconda del punto di vista, cioè del personaggio su cui ciascuno dei tre capitoli si focalizza, potrebbe sorgere una risposta diversa alla scelta della protagonista. O nessuna. Il romanzo è un dispositivo manovrato intorno a un vuoto che genera mistero e apre porte sempre diverse.

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