Viaggio (virtuale) di andata e ritorno nell’Universo conosciuto

Nel corso degli ultimi cento anni abbiamo acquisito molte conoscenze sul nostro Universo anche se il numero delle cose che ignoriamo è ancora abissalmente elevato. Possiamo definire l’Universo come il complesso dello spazio-tempo che contiene tutta la materia, l’energia, le galassie e le stelle, i pianeti ed il cosiddetto spazio intergalattico.
La parola universo deriva dal latino: universus tutto intero, composto da unus uno e versus vòlto participio passato di vertere, volgere. Volto tutto nella stessa direzione.
Definizione affascinante anche se imprecisa. Sappiamo che l’Universo è nato attraverso il Big Bang (la teoria cosmologica più accreditata) circa 13,798 miliardi di anni fa con un range di errore di 0,037 miliardi di anni, in più o in meno.
La parte osservabile del nostro Universo ha un diametro di circa 92 miliardi di anni luce, ciò significa che un fotone, che viaggia a circa 300.000 km al secondo, impiega 92 miliardi di anni per andare da una parte all’altra dell’Universo.
Parliamo di universo osservabile perchè secondo la teoria della Relatività Generale alcune regioni dello spazio non interagiranno mai con noi in tutta la durata dell’universo: l’espansione dello spazio causa l’allontanamento di queste regioni da noi a una velocità maggiore di quella della luce.

Quindi pur considerando quelle regioni concrete ed esistenti non saremo mai in grado di interagire con loro. La regione spaziale nella quale possiamo influire e dalla quale essere influenzati è chiamata, per l’appunto, universo osservabile.

In realtà se vogliamo essere precisi l’universo osservabile dipende dalla posizione dell’osservatore. L’Universo osservabile è diverso da un osservatore che sta sul nostro pianeta rispetto ad un osservatore che è ubicato in un pianeta (o in qualunque punto dello spazio) situato a 100 anni luce da noi.

Torneremo molte volte sugli innumerevoli aspetti dell’Universo e delle sue straordinarie peculiarità, intanto chi ha sei minuti di tempo puo’ osservare questo video che riproduce con buone basi scientifiche un “viaggio” di andata e ritorno nell’Universo conosciuto.

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