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Villaggio è morto, lunga vita a Fantozzi

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La realtà si sa, è la fonte principale di ispirazione per ogni artista, scorre accanto a noi, più immaginifica, paradossale ed incredibile della finzione. Paolo Villaggio, si ispira ad un impiegato dell’Italsider, azienda per cui lavorava, che di nome faceva per l’appunto Fantozzi, per creare la sua maschera più famosa.
Dalle sue esperienze lavorative il grande attore genovese che si è spento oggi, all’età di 84 anni, trarrà alcuni racconti che saranno pubblicati dalla rivista “L’Europeo” e che poi confluiranno in un libro FANTOZZI (1971) che divenne un vero e proprio caso editoriale con oltre 1 milione di copie vendute. Tradotto in numerose lingue Fantozzi vinse anche un premio in Unione Sovietica come miglior opera umoristica.
Fantozzi era, secondo Villaggio: «Il prototipo del tapino, ovvero la quintessenza della nullità»- Archetipo dell’uomo comune vessato dal potere in cerca sempre di un improbabile riscatto. Il successo del libro è cosi straordinario che si decide di farne una trasposizione cinematografica.
Inizialmente il film doveva essere girato per la produzione della Rizzoli film da Salvatore Samperi, il progetto però si arenò e ci fu bisogno del rinnovato successo del secondo libro “Il secondo tragico libro di Fantozzi” per rilanciarlo.
Nel luglio del 1974 fu annunciata la produzione per la regia di Luciano Salce che prendeva il posto di Samperi. La sceneggiatura a quattro mani, oltre che Villaggio e Salce vede la partecipazione di due fuoriclasse della commedia italiana: Leo Benvenuti e Piero De Bernardi. La sceneggiatura è abbastanza fedele al plot narrativo dei due libri, la differenza più evidente con le fonti letterarie è tuttavia la sostituzione del personaggio di Giandomenico Fracchia con quello del ragionier Filini. Nei racconti d’origine, infatti, Filini è solo uno dei tanti colleghi “minori” di Fantozzi, mentre il compagno di sventure del ragioniere è sempre Fracchia.
Le riprese iniziarono a Roma a metà ottobre del 1974. Come location degli esterni furono usati in gran parte vari luoghi dell’allora provincia di Roma in cui le scene si svolgono, con alcune eccezioni. Per la Megaditta fu usato il palazzo della Regione Lazio, alla Garbatella, oscurandone le insegne.
Il film esce in Italia il 27 marzo 1975. Fantozzi fu un clamoroso successo, incassando oltre sei miliardi di lire e rimanendo in prima visione per più di otto mesi.
La critica non accolse la pellicola in modo molto positivo, con le dovute eccezioni, ma poi come sempre accade, con il passare degli anni, il film è diventato un vero e proprio cult.
Fantozzi aprirà una vera e propria saga cinematografica composta da 10 film, sempre interpretati da Paolo Villaggio ed in gran parte da un gruppo di straordinari ed affiatati caratteristi.

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