L’Europa alla caccia di esopianeti

L’European Space Agency riunita a Madrid ha approvato definitivamente la missione PLATO (PLAnetary Transit and Oscillations of stars) che prevede la costruzione di un satellite tecnologicamente molto sofisticato, composto da una batteria di 26 piccoli telescopi che insieme coprono un enorme campo di vista, in grado di osservare per la prima volta contemporaneamente immense zone di cielo.
Il satellite che sarà lanciato nel 2026 si posizionerà a circa 1.500.000 chilometri tra la Terra ed il Sole nel cosiddetto punto Lagrangiano L2, uno dei punti di equilibrio del sistema Sole-Terra.
Da li partirà la caccia ai sistemi solari simili al nostro con particolare attenzione alla ricerca di pianeti che orbitano attorno alle stelle più vicine, scandagliando oltre metà del cielo. Lo scopo della missione è fare un censimento dei pianeti di massa simile alla Terra, misurandone la dimensione, la massa e l’età con precisione mai raggiunta prima.
Un contributo rilevante al progetto è stato offerto dall’Agenzia Spaziale Italiana e dalle industrie collegate che realizzeranno gli avanzatissimi telescopi che doteranno PLATO.

Natale Seremia

Appassionato da sempre di storia e scienza. Divoratore seriale di libri. Blogger di divulgazione scientifica e storica per diletto. Diversamente giovane. Detesto complottisti e fomentatori di fake news e come diceva il buon Albert: "Solo due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, riguardo l’universo ho ancora dei dubbi."

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