Scienza

Il Grand Finale di Cassini

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La missione Cassini, frutto della cooperazione tra Nasa, Agenzia Spaziale Europea ed Agenzia Spaziale Italiana, fu concepita intorno alla metà degli anni 80 e la sonda, dedicata all’astronomo italiano Giandomenico Cassini (1625-1712) fu lanciata nel 1997: obiettivo Saturno, le sue lune ed i suoi anelli.
In origine la missione sarebbe dovuta durare fino al 2008.
Lanciata da Cape Canaveral, in Florida, il 15 ottobre 1997, Cassini, con il lander Huygens come ospite, e con a bordo i suoi dodici strumenti scientifici, entrò in orbita attorno a Saturno il 1° luglio 2004, dopo quasi sette anni di viaggio.
All’inizio Cassini si è presentata come missione controversa anche per dei potenziali rischi ecologici dovuti al suo sistema di propulsione, infatti gli impianti elettrici della sonda sono alimentati da batterie al plutonio-238 (d’altra parte, alla distanza di Saturno, sarebbe stato difficile sopravvivere basandosi solo sulla radiazione solare: i pannelli solari avrebbero dovuto essere troppo estesi e quindi pesanti, rendendo la missione impraticabile).
Il rischio che durante il decollo o la prima orbita intorno alla Terra necessaria per puntare su Saturno qualcosa potesse andare storto con gravi conseguenze ambientali era stata fonte di preoccupazione e di discussione, nonostante la NASA stimasse una simile eventualità con una probabilità di 1 su 1.000.000.
I risultati scientifici ottenuti dalla missione Cassini sono stati cosi importanti e significativi che la sua durata è stata prolungata fino al gran finale previsto per il 17 settembre di quest’anno, quando Cassini verrà proiettata in un’ultima impresa suicida dentro l’atmosfera di Saturno.
Straordinario anche l’apporto che il lander Huygens ci ha dato sul satellite naturale Titano. Questi abbandonò Cassini il giorno di Natale del 2004, per avviarsi, da solo, nella missione suicida che l’avrebbe portato il 14 gennaio 2005 ad atterrare sulla superficie solida di Titano, dopo aver attraversato tutta la densa e nebbiosa atmosfera inviando dati e informazioni che hanno permesso di produrre in questi anni alcune centinaia di studi e pubblicazioni scientifiche.
Di questi giorni, vedi il nostro post sull’argomento, anche le scoperte relative ad un’altra luna di Saturno, Encelado con la probabile presenza di forme di vita batteriche all’interno dell’oceano liquido racchiuso tra il nucleo roccioso ed una spessa coltre di ghiaccio esterna.
A settembre, quasi al compimento del ventesimo anno di missione, Cassini verrà infatti mandata a distruggersi per attrito con i gas che compongono l’atmosfera di Saturno perché il combustibile con cui svolge le manovre di aggiustamento dell’orbita si sta esaurendo. Anche durante la sua “morte” Cassini invierà dati e foto di spettacolare bellezza ed utilità.
L’incredibile serie di scoperte scientifiche fondamentali sul complesso sistema Saturno-satelliti-anelli rappresenta la grande eredità di Cassini che offrirà ancora materiali e spunti di ricerca per molti anni a fisici, astronomi e geologi.

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