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La turbolenta vita di Chuck Berry

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A novant’anni si è spenta una delle leggende del rock, Chuck Berry, un artista, di cui possiamo affermare senza correre il rischio di esagerare che ha fatto la storia stessa della musica rock. Le sue canzoni furono tra le prime ad avere la chitarra come strumento principale, Berry era infatti un virtuoso dello strumento e leggendaria, quasi quanto lui, è stata la sua Gibson ES 350 che lo accompagnerà per tutta la sua straordinaria carriera.

Berry nasce il 18 ottobre 1926 a Sant Louis, nel Missouri. In quel periodo la popolazione di colore rappresentava circa l’11% del totale e non è facile per un giovane irrequieto come Berry trovare la sua dimensione, pur essendo figlio di una famiglia abbastanza agiata, suo padre era imprenditore e diacono della locale Chiesa Battista.

Il padre sostiene la passione per la musica di Chuck che fa la sua prima apparizione pubblica come cantante all’età di 15 anni nel 1941.

Ma Berry è quello che potremmo definire una testa calda, insieme ad alcuni amici ruba un’auto ed effettua tre rapine a mano armata a Kansas City. Arrestato viene spedito in riformatorio dove alternerà pugilato e musica, fondando un quartetto vocale.

Esce di prigione il giorno del suo 21mo compleanno e dopo poco si sposa e nel 1950 nasce sua figlia Darlin. La musica ancora non gli da mangiare e quindi il giovane Chuck farà l’operaio, il portinaio e l’estetista. Nei primi anni Cinquanta Berry suona con diversi gruppi musicali nei locali di Saint Louis per arrotondare i magri guadagni e coltivare la sua passione.

In questo periodo diventa amico di Muddy Waters che lo mette in contatto con il boss della Chess Record, a Chicago, Leonard Chess.

Berry pensava di registrare come suo primo brano un pezzo blues ma alla Chess gli chiedono di riadattare una vecchia ballata country che uscirà con il nuovo titolo Maybellene.

Il successo è strepitoso. Maybellene vende quasi un milione di copie, raggiungendo il primo posto della classifica di Billboard riservata al Rhythm and Blues e la numero 5 nella classifica generale di vendite negli Stati Uniti.

Nel 1956 bissa il successo con un’altra grande hit Roll Over Beethoven e Berry diventa una vera e propria star.

Tra il 1957 ed il ‘59 Chuck piazza almeno un’altra decina di hit nelle primissime posizioni delle classifiche, tra cui la leggendaria Johnny Be Good.

Ma Berry non riesce a star lontano dai guai, nel dicembre del 1959, all’età di 33 anni, viene arrestato e condannato a tre anni di reclusione per aver avuto rapporti sessuali con una ragazzina di 14 anni.

Questo episodio influi’ negativamente sulla sua popolarità e sulle vendite dei suoi dischi.

Quando nel 1963 Berry esce di prigione, riesce a rientrare nel giro della musica che conta grazie a band sulla cresta dell’onda in quel periodo come i Beatles, i Rolling Stones ed i Beach Boys che avevano in repertorio molte cover tratte dai suoi brani.

Nel frattempo Berry lascia la Chess Records e per la Mercury pubblica cinque album, tra il 1966 e 1969, senza però un favorevole riscontro di pubblico e di critica.

Ritorna quindi alla Chess Records e con la vecchia etichetta discografica realizza un grande hit nel 1972, chiude la sua esperienza con la casa che lo aveva lanciato con l’album del 1975 Chuck Berry.

Per il resto degli anni settanta Chuck Berry si limiterà a fare concerti riproponendo i suoi vecchi successi finché non inciampa nuovamente nelle maglie della giustizia.


Accusato di evasione fiscale patteggia la pena ad un anno di reclusione e 1000 ore di servizi sociali scontati facendo concerti gratuiti.

Per tutti gli anni Ottanta, Chuck continuerà a tenere una media di 80/90 concerti l’anno. Alla fine di questo decennio Berry compra un ristorante a Wentzville nel Missouri.

E incredibilmente questo ristorante sarà fonte dell’ennesimo guaio con la giustizia del grande rocker, nel 1990 viene accusato da molte donne di aver installato una videocamera nei bagni delle signore per spiarle a loro insaputa. Durante la perquisizione nella sua residenza saranno trovati numerosi video di donne riprese nella loro intimità, tra cui anche una ragazzina e inoltre gli agenti recupereranno 60 gr di marijuana.

Berry per evitare l’accusa di pedofilia ed una pena pesantissima, da un lato si dichiarerà colpevole di possesso di stupefacenti e dall’altra ricercherà accordi extra giudiziali con le 59 donne spiate nella toilette del suo ristorante. Gli accordi gli costeranno piu’ di un milione di dollari oltre ad ingenti spese legali.

La sua dichiarazione di colpevolezza per il possesso di droga invece gli costerà sei mesi di prigione (sentenza poi sospesa), due anni di libertà vigilata e una multa di 5.000 dollari da donarsi all’ospedale locale.

Ormai anziano Berry ha continuato ad esibirsi in moltissimi concerti per quasi tutti gli anni Duemila, nello scorso ottobre, alla vigilia dei suoi 90 anni, Berry aveva dichiarato: “La mia voce è andata, i miei polmoni non funzionano più bene, non ci vedo molto. Ma voglio ancora fare musica”.

 

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