venerdì, Maggio 7

Hubble: individuata una rara stella gigante in fase di autodistruzione

Hubble individua una rara stella gigante in fase di autodistruzione. Questi oggetti celesti possono avere una vita breve e apparire meravigliosamente luminose prima di morire con un esplosione brillante. AG Carinae, una stella gigante blu situata a 20.000 anni luce dalla Terra all’interno della galassia della Via Lattea, è esattamente una di queste stelle.

AG Carinae, riesce a produrre moltissime esplosioni luminose. Il telescopio Hubble ne è riuscito a immortalare una, celebrando così il suo 31° anniversario dal lancio nello spazio avvenuto il 24 aprile del 1990.

Hubble: AG Carinae

AG Carinae, è una delle stelle più luminose della nostra galassia. Infatti, riesce a irradiare una quantità di luce pari ad 1 milione di Soli. Inoltre, è circa 70 volte più massiccia del nostro Sole. Questa tipologia di stelle è piuttosto rara. Infatti, si stima che ce ne siano solamente 50 di queste stelle nella Via Lattea e nelle vicine galassie.

La luce così brillante di AG Carinae, è provocata dalla sua immensa energia che brucia a ritmi feroci. La stella si espande sempre più rilasciando moltissimo materiale nello spazio. AG Carinae, non fa altro che combattere contro la sua stessa gravità e le sue radiazioni, cercando in ogni modo di evitare di collassare nell’autodistruzione.

La pressione della radiazione presenti all’interno della stella la espandono verso l’esterno, mentre invece la gravità la rimanda verso l’interno, provocando così l’espansione e la contrazione della stella. Se dovesse accadere che la pressione che la espande verso l’esterno avesse la meglio, questo provocherebbe l’esplosione della stella.

AG Carinae: le caratteristiche

AG Carinae è circondata da un grande guscio di polvere e gas incandescente, 10 volte maggiore della massa del nostro Sole. Questa sua caratteristica è stata creata in seguito a delle gigantesche eruzioni avvenute 10.000 anni fa.

Il guscio della stella presenta una dimensione di cinque anni luce, una quantità pari alla distanza tra la Terra e la sua stella più vicina, a parte il Sole, ossia Proxima Centauri.

AG Carinae ha ripreso la sua stabilità rilasciando il materiale prodotto per evitare di esplodere in una supernova. Generalmente, per stelle della tipologia di AG Carinae, questi eventi avvengono massimo due volte. La stella, dopo aver subito l’esplosione, è ritornata alle sue normali dimensioni.

Le stelle blu luminose, come AG Carinae, inizialmente sperimentano un periodo relativamente tranquillo. Successivamente però avviene una fase “convulsa” durante la loro vita, che risulta essere astronomicamente molto breve.

Per comprendere meglio basti pensare che il nostro Sole ha un’aspettativa di vita di 10 miliardi di anni, mentre le stelle blu sopravvivono solo per pochi milioni di anni.

AG Carinae possiede già qualche milione di anni e risulta essere già in una fase instabile. Kerstin Weis, esperta di stelle variabili blu luminose presso l’Istituto astronomico della Ruhr University di Bochum, in Germania, ha dichiarato che: “Mi piace studiare questo tipo di stelle perché sono affascinato dalla loro instabilità. Sono oggetti che si comportano in modo anomalo”.

Le immagini di Hubble

AG Carinae, adesso è nuovamente calma. Nonostante ciò, continua a rilasciare radiazioni e un flusso di particelle cariche, definito vento stellare. Questo flusso costante dalla stella ne modella l’alone, o nebulosa, presente attorno alla stella, creando così delle bellissime strutture.

Il vento stellare viaggia 10 volte più velocemente della nebulosa esterna, arrivando così a 670.000 miglia all’ora. Questo potente effetto è riuscito a evidenziare uno spazio intorno alla stella.

Il materiale rosso, presente nella nuova immagine di Hubble, è un composto formato da una miscela luminosa di idrogeno e azoto gassoso. Le strutture blu, invece, sono ammassi di polvere che riflettono la luce delle stelle.

Hubble è riuscito a immortalare la sua ultima immagine di AG Carinae sia all’interno della luce visibile che in quella ultravioletta. Quest’ultima ha rivelato, in maniera accurata, le strutture presenti intorno alla stella.

Gli scienziati effettueranno molte altre ricerche per comprende a pieno queste rare stelle, che di solito si trasformano in supernove giganti, rilasciando così elementi pesanti nello spazio come il ferro.

Fonte:

https://edition.cnn.com/2021/05/03/world/hubble-star-destruction-scn/index.html

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