• 10 Aprile 2021 22:25

SCIENZA & DINTORNI

Blog di divulgazione storica e scientifica

1° novembre 1814 – 9° giugno 1815: l’urgenza di un incontro diplomatico chiama a Vienna una variopinta folla di gente di gran rango. Sovrani con le proprie consorti o accompagnatrici; ufficiali, politici e diplomatici delle grandi potenze europee del primo ‘800 vivono mesi di intenso dibattito interstatale: è il Congresso di Vienna, che sancisce la destituzione di Napoleone Bonaparte dal trono imperiale francese e ristabilisce l’ordine geopolitico pre-rivoluzionario. Al via la Restaurazione!

Le cause del Congresso di Vienna: La Francia rivoluzionaria e Napoleone nemici dell’Europa.

Le cause del Congresso di Vienna sono insite nel contesto europeo degli ultimi scorci del Settecento e i primi dell’Ottocento.

Alcune grandi potenze (quali Gran Bretagna, Austria, Russia e Prussia) sono più volte portate a sottoscrivere coalizioni (per approfondire il significato: https://treccani.it/vocabolario/coalizione) in funzione antifrancese: la Francia rivoluzionaria è nemica del potere monarchico vigente in quasi tutti gli Stati europei.

Dal dicembre del 1799 – anno in cui Napoleone Bonaparte assume il ruolo di guida della Francia come primo console – le coalizioni assumono una direzione specifica: contrastare la campagna napoleonica per la conquista dei territori europei!

Il sogno imperialista di Napoleone Bonaparte..

L’avidità di Napoleone lo porta a volgere il proprio sguardo verso gli Stati confinanti con la Francia (e oltre) perchè visti come funzionali al consolidamento del potere imperiale; così Napoleone potrebbe garantirsi il comando della società francese, come dei rapporti geopolitici con le altre potenze europee..

È così che fino al 1814 si lotta incessantemente, tra stipulazioni di trattati, coalizioni e battaglie su più fronti, per destituire l’eversivo Napoleone: “attentatore al potere legittimo delle altre potenze europee”..

Charles De Steuben – Ritratto di Napoleone durante la Battaglia di Waterloo
IMMAGINE : GETTY IMAGES / GETTY/HULTON ARCHIVE/STEUBEN

I protagonisti del Congresso di Vienna.

Nel novembre del 1814 Napoleone è già stato dichiarato decaduto dal Senato francese e sostituito da Luigi XVIII di Borbone (https://www.treccani.it/enciclopedia/luigi-xviii-re-di-francia/).

Mentre è relegato nel piccolo Principato dell’Isola d’Elba, al Castello di Schönbrunn – reggia imperiale di Vienna – è in atto un ‹‹ incontro diplomatico ai massimi livelli ››, le cui protagoniste sono ancora quelle potenze che hanno tentato di sconfiggere il re (illegittimo) di Francia:

  • Austria, rappresentata dall’imperatore Francesco I e dall’autorevole Cancelliere Klemens von Metternich
  • Russia, con l’imperatore Alessandro I Romanov ed il Ministro degli Esteri, il Conte Karl Vasil’evič Nessel’rode
  • Prussia: rappresentata dal re Federico Guglielmo III, il Cancelliere Karl August von Hardenberg e dal diplomatico studioso Wilhelm von Humboldt
  • Gran Bretagna, rappresentata da più personalità della realtà politica britannica.
Da sx:
– l’imperatore austriaco Francesco I ed il suo Cancelliere Metternich;
– l’imperatore e autocrate di tutte le Russie Alessandro I ed il Conte Karl Vasil’evič Nessel’rode.
Da sx:
– il re Federico Guglielmo III, il Cancelliere Karl August von Hardenberg ed il diplomatico studioso Wilhelm von Humboldt:
– uno dei rappresentanti dei tre rappresentanti per il Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda: il Duca di Wellington.

Principi e Trattati.

La Francia nuovamente Borbonica partecipa al Congresso con il Ministro degli Esteri Charles Maurice de Talleyrand-Perigord: molti sostengono sia lui a garantire la buona riuscita della redistribuzione territoriale e della protezione garantita alla Francia. Nonostante ciò, è in funzione antifrancese che si adottano le soluzioni del Congresso di Vienna: ecco perchè la formazione del Regno dei Paesi Bassi, l’espansione della Russia in Renania; la costituzione della Confederazione Germanica e il largo dominio dell’Austria sulla Penisola italiana..

I principi-guida per il riassestamento geopolitico dell’Europa prim’ottocentesca sono:

  • il principio di legittimità, per cui tornano, sui territori da cui sono stati scalzati con la Rivoluzione e le conquiste napoleoniche, i poteri legittimi; così per riportare l’intera Europa agli assetti che vigevano prima del 1789 (almeno su carta);
  • il principio dell’equilibrio, funzionale al primo perchè garantisce la repressione di eventuali tendenze al sovvertimento politico delle istituzioni restaurate e blocca potenziali ambizioni all’espansione territoriale; ciò permette il mantenimento dello status quo e la quiete intra e inter statale tra le potenze conservatrici.

I trattati che seguono questi principi sono due e di natura internazionale:

  • il Patto della Santa Alleanza – settembre 1815 – a cui aderiscono Austria, Russia e Prussia, Francia, Regno di Sardegna e Svezia, ma non il Regno Unito. È un patto che ricorre al linguaggio religioso con la formula ‹‹ alleanza tra Trono e Altare ››, mentre dal punto di vista operativo prevede che le truppe dei Paesi aderenti possano ‹‹ intervenire ovunque per mantenere l’ordine stabilito a Vienna ››.
  • la Quadruplice Alleanza – novembre 1815 – siglato tra Gran Bretagna, Austria, Russia e Prussia e che esclude i Bonaparte dal trono francese, seppur mantenendo le clausole del trattato di pace con la Francia..
Disegno satirico del Principio dell’equilibrio: “i rappresentanti di Austria, Prussia e Russia si sostengono a vicenda saltellando”.
(Parigi, Biblioteca Nazionale)

Tutti d’accordo con i destini geopolitici europei sanciti dal Congresso di Vienna?

La Gran Bretagna, la Francia, la Svezia, alcuni Stati della Germania meridionale ed il Regno dei Paesi Bassi possono ora contare su monarchie dotate di istituti rappresentativi, mentre molti altri Stati della Restaurazione rimangono monarchie amministrative, cioè sistemi politici che si fondano sulla piena sovranità del monarca, i quali abitanti rimangono semplici sudditi, anziché cittadini con diritti politici e civili.

Questo stato di cose fa si che l’ordine stabilito a Vienna comporti malcontento in molti territori europei; subito dopo il 1815 la situazione politica è molto instabile..

Perchè? Cosa accade in quei territori dove non esiste possibilità di discussione politica e gli abitanti rimangono sudditi, seppur influenzati da nuovi ideali dell’Europa ottocentesca, figlia della Rivoluzione francese?!

Lo scopriremo con i prossimi articoli di Scienza & Dintorni!

Stay tuned!

Fonte: https://www.ibs.it/eta-contemporanea-dalle-rivoluzioni-settecentesche-libro-alberto-mario-banti/e/9788842091431

Fonte: http://dizionaripiu.zanichelli.it/storiadigitale/p/percorso/414/5384/i-moti-degli-anni-trenta-santa-alleanza#!prettyPhoto

Federica Pellegrino

Ciao! Nata nel 1994; attualmente iscritta al Corso magistrale in Culture, formazione e società globale. "Mi piace pensare che, in fondo, ci siano molte più somiglianze anziché differenze fra noi ".

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