• Sab. Gen 23rd, 2021

SCIENZA & DINTORNI

Blog di divulgazione storica e scientifica

La questione riguardante l’esistenza o meno della “materia oscura” è uno dei misteri che da un po’ di tempo fa discutere gli addetti del campo dell’astronomia, e recentemente è tornato di prepotenza in auge a seguito di alcune scoperte fatte, e di nuove ipotesi che sono state elaborate.


Con materia oscura si definisce, da qualche tempo, un’ipotetica componente di materia che, a differenza della materia conosciuta, non sarebbe caratterizzata da emissioni di radiazioni elettromagnetiche (e da questo fatto deriva l’aggettivo oscura, in quanto a mancare sarebbe solo la sua luce), e sarebbe rilevabile solo indirettamente attraverso i suoi effetti gravitazionali.

Attualmente si pensa costituisca circa l’85% della materia che costituisce l’universo, ossia la quantità che gli studiosi non sono riusciti a rilevare dagli effetti gravitazionali osservabili.
Evidenze primarie a favore della sua esistenza vengono principalmente da operazioni di calcolo che dimostrerebbero che molte galassie non si muoverebbero nella maniera osservata, o, addirittura, non si sarebbero nemmeno formate, se non contenessero una grande quantità di materia oscura.

Altri filoni di ricerca importanti che fornirebbero altre prove si occupano di osservare le lenti gravitazionali, le radiazioni cosmiche di fondo, la formazione e evoluzione delle galassie assieme alla loro struttura attuale.
Nonostante la teoria della materia oscura sia diventata dominante all’interno della comunità scientifica, appena qualche giorno fa, un gruppo internazionale di scienziati, tra cui Stacy McGaugh della Case Western Reserve University, ha condotto una ricerca che sostiene un’idea rivale, ossia l’ipotesi chiamata “dinamica newtoniana modificata(MOND) o “gravità modificata”.


Ad avanzare l’ipotesi MOND è stato il fisico israeliano Mordehaid Milgrom all’inizio degli anni ‘80, il quale sostenne che l’attribuzione della causa dell’attrazione gravitazionale alla materia oscura sia stata, in realtà, dovuta al fatto che le leggi della gravità non sarebbero esattamente come quelle esposte da Newton, come dimostrato dal fatto che galassie lontanissime sono in grado di esercitare una forza di gravità di gran lunga superiore a quella attesa dallo schema newtoniano.


Di conseguenza, secondo tale teoria, i moti interni a un oggetto nel cosmo dipendono non solo dalla massa dell’oggetto stesso, bensì anche dall’attrazione gravitazionale da parte di tutte le altre masse presenti nell’universo, un fenomeno chiamato effetto di campo esterno (EFE).


Confermare questa teoria significa, quindi, dare un serio colpo alla teoria della gravità di Newton, ma anche alla relatività generale di Einstein, che ha lasciato la prima sostanzialmente invariata, e, per l’appunto, alla tesi della materia oscura, l’espediente usato per giustificare ciò che le due teorie non riescono a spiegare.


Per testare l’effetto EFE il gruppo di lavoro si è servito di due informazioni indipendenti: da un lato ha proceduto a analizzare 153 curve di rotazione delle galassie attorno al proprio centro per studiarne la dinamica interna, dall’altro una mappa della distribuzione di massa dell’universo “vicino” avente lo scopo di quantificare il campo gravitazionale esterno a cui è soggetta ogni galassia del campione preso in esame.

Dal primo studio è derivata la stima media del campo gravitazionale esterno, mentre il secondo ha dato una stima indipendente e più diretta della stessa quantità e alla fine, con sorpresa di tutti, i due valori sono risultati identici.


Partendo da questo primo successo, questo studio prevede di estendersi, includendo nel campione altre galassie da cui promette di rilevare altre stime dell’effetto EFE. Chissà se la teoria MOND riuscirà alla fine a scalzare la teoria della materia oscura….


Fonti:
www.media.inaf.it
www.bussinessinsider.com

Giovanni Ieraca

Laureato in filosofia della scienza all'Università degli studi di Firenze, mi occupo della scrittura di articoli inerenti la logica matematica e la fisica quantistica.

1 commento su “Esiste davvero la materia oscura?”
  1. Argomento complesso esposto in maniera accessibile . Giovanni dimostri non solo di avere capacita e padronanza di dispositivi logici e crltici di livello ma anche padronanza e conoscenza di tematiche di scienza e fisica in modo direi specialistco. Bravo

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