Il primo alfabeto ideato da …un’analfabeta

I Cherokee sono un popolo nativo nord americano che al tempo del primo contatto con gli europei nel XVI secolo abitava nelle terre orientali e sud-orientali degli attuali Stati Uniti finché non fu costretto a spostarsi in modo progressivo e forzoso nell’altopiano degli Ozark negli anni 1838-39.

I Cherokee che sono considerate una delle “cinque tribù civilizzate” e hanno il primato di essere stata la prima tribù a creare autonomamente una propria lingua scritta. Il merito appartiene ad un fabbro un indiano di nome Sequoyah che intorno al 1800 abitava nell’Arkansas. Egli notò che i bianchi facevano strani segni sulla carta che li aiutavano a ricordare lunghi discorsi e dati. Per lui si trattava di segni astrusi perché come quasi tutti i Cherokee all’epoca era analfabeta e non spiaccicava una parola d’inglese.

Sequoyah ci rimuginò su ed ideò un sistema per cercare di tenere nota dei crediti che vantava dai suoi clienti. Ogni debitore era rappresentato da un disegno, attorno al quale linee e cerchi di varie misure indicavano la cifra dovuta. Nel 1810 ritenne che era necessario fare un passo ulteriore: ideare una vera e propria scrittura della lingua cherokee.

Inizialmente si cimentò con una serie di pittogrammi che però abbandonò ben presto per la loro complessità, stessa sorte toccò quando si propose di inventare segni che corrispondessero alle singole parole.

Alla fine, Sequoyah si rese conto che tutte le parole erano costituite da un piccolo numero di suoni che si ripetevano uguali in molte occasioni, cioè da quelle che noi chiameremmo sillabe. Iniziò a lavorare su 200 segni sillabici, che ridusse gradualmente fino a 85; si trattava quasi sempre di combinazioni di una consonante e di una vocale.

Per individuare le forme giuste si avvalse di un sillabario inglese che un maestro di scuola gli donò. Degli 85 segni, 20 furono copiati pari pari dal sillabario, anche se con un valore diverso. Molti segni sono evidenti modificazioni delle lettere latine, come quelli per le sillabe yu, sa e na, altri ancora furono creazioni sue, come ho, li e nu.

La scrittura ideata da questo ingegnoso fabbro indiano ebbe un grande successo tra il suo popolo ed in pochi anni i Cherokee raggiunsero un’alfabetizzazione del 100%. Comprarono un torchio da stampa, fusero in piombo i segni di Sequoyah e si misero a stampare libri e giornali facendo della nazione Cherokee la più acculturata tra le varie nazioni di nativi indiani.

L’impresa di Sequoyah è uno dei pochissimi casi di invenzione di un alfabeto efficace ed originale da parte di un membro di una popolazione non alfabetizzata che sia storicamente documentato. L’ingegnoso fabbro indiano morì nel 1843, all’età di 73 anni ed a lui sono state dedicate i giganteschi alberi ribattezzati sequoie, la contea di Sequoyah, in Oklahoma e il Monte Sequoyah (m 1830), al confine tra Tennessee e Carolina del Nord. Inoltre la Sequoyah’s Cabin, una capanna di tronchi dove visse dal 1829 al 1843, è stata dichiarata National Historic Landmark nel 1965.

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