L’origine della guerra dei Cent’anni

La dinastia capetingia, inaugurata da Ugo Capeto nel 987, si estinse nel 1328 quando l’ultimo dei tre figli di Filippo il Bello morì senza lasciare un erede maschio diretto. A contendersi il trono vacante sono Filippo di Valois, figlio di un fratello di Filippo il Bello e il Plantageneto, Edoardo III, re d’Inghilterra il cui nonno materno era stato lo stesso Filippo il Bello.

Dal punto di vista strettamente dinastico il pretendente più legittimo era proprio quest’ultimo che però era ostacolato dalla legge salica in vigore in Francia che escludeva dal trono le donne ed i loro discendenti.

I baroni di Francia si pronunciarono pertanto in favore del Valois che prese il nome di Filippo VI. La cosa non andò giù ad Edoardo III, che pur costretto in una prima fase, in quanto signore della Guienna francese, a rendere omaggio al nuovo sovrano, a corte etichettava Filippo VI come “quell’uomo che sostiene di essere il re di Francia”.

Rancori e vecchie rivendicazioni non tardarono a minare l’apparente intesa. D’altra parte i re d’Inghilterra dopo la conquista normanna di Guglielmo il Conquistatore del 1066 mantenevano dei possedimenti in territorio francese. Di fatto così si trovavano ad essere vassalli di chiunque occupasse il trono di Francia.

Questa situazione innescò conflitti e tensioni per due secoli fin quando nel 1259 Enrico II d’Inghilterra rinunciò alle sue pretese sui territori d’oltremanica ad esclusione della Guienna, la regione nordoccidentale della Francia sulla costa atlantica.

Ed è proprio l’occupazione di questa regione da parte di Filippo il 24 maggio 1337 a costituire il casus belli di quella che sarà definita dagli storici la guerra dei cent’anni. La scelta che si poneva di fronte ad Edoardo III era di accettare il fatto compiuto o contestare il trono di Francia. Il sovrano inglese non nutrì dubbi.

Il 7 ottobre 1337 inviò a Filippo una lettera dai contenuti altamente provocatori rivendicando pubblicamente il regno di Franca e rinnegando l’omaggio feudale che aveva prestato per i feudi su terra francese. Nello stesso momento, come usanza, un arcivescovo fu inviato a Parigi per lanciare il guanto di sfida: il conflitto ebbe così inizio.

Nel 1340 Edoardo III si auto proclamava Re di Francia. La guerra che con piccole pause si sarebbe trascinata per un secolo, era in realtà dovuta soltanto parzialmente a motivi dinastici. I fattori in gioco erano soprattutto di ordine economico e commerciale. Gli stati erano fortemente indebitati, la rendita fondiaria era crollata, le entrate fiscali si erano sensibilmente ridotte e la guerra era ritenuta uno degli strumenti più idonei per rimpinguare le casse dello stato, grazie ai riscatti che si potevano ottenere dopo aver catturato un avversario, al saccheggio e all’aumento delle imposte giustificato dalle esigenze belliche.

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