Come agisce un coronavirus

Mentre la triste contabilità dei morti e degli  infettati cresce di giorno in giorno e si segnala a Pistoia un altro caso sospetto in Italia  di infezione da coronavirus 2019-nCoV cerchiamo di spiegare nel  modo più semplice possibile e senza tecnicismi come agisce questo virus. Il coronavirus è un genere di virus a RNA ovvero sono virus che utilizzano l’RNA come materiale genetico.  

L’RNA è  una molecola polimerica che è coinvolta in numerosi  ruoli  biologici di codifica, regolazione, decodifica ed espressione dei geni. I coronavirus furono scoperti negli anni Sessanta dello scorso  secolo dalle  cavità  nasali  di pazienti affetti da un comune raffreddore.  I virus, in generale, e quello  che sembra originato dalla città  cinese di  Wuhan non fa  eccezione, sono entità biologiche che  hanno la capacità di invadere un organismo e sfruttarne le risorse per prosperare e moltiplicarsi, come fanno i parassiti. Per farlo, si legano alle cellule degli organismi, eludono le difese delle loro membrane e si aprono un varco attraverso il quale ne modificano le caratteristiche genetiche.

Il nome  coronavirus è stato attribuito a questa classe  di virus perché l’immagine al microscopio  elettronico  dei loro  virioni (la parte infettiva) ricorda quella  di una corona. Attraverso i peplomeri,  una struttura proteica presente come protuberanza all’esterno del  virus, questi si legano alle cellule ospiti e rilasciano il  loro codice genetico alterando il  comportamento della cellula.

L’organismo infettato a questo punto cerca di reagire attraverso una risposta  immunitaria nel tentativo di eliminare  l’invasore (solitamente attraverso un rialzo della temperatura). I sintomi di questo  coronavirus sono quelli classici di   un’influenza: febbre, spossatezza, congestione nasale, mal  di gola. Purtroppo  in relazione alla sua particolare virulenza questo coronavirus spesso crea, soprattutto nei soggetti più deboli, un’infiammazione delle strutture interne dei polmoni che può rivelarsi letale.

Come possiamo difenderci da questo agente patogeno? Nel caso che l’epidemia scoppiata in Cina si trasformasse in una vera e propria pandemia, fino al  momento in cui non sarà disponibile un vaccino, le regole di autodifesa sono  poche e semplici: evitare  il contatto diretto con persone infette, lavarsi frequentemente le  mani ed evitare, se possibile, i luoghi affollati.

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