Gengis Khan: Braccato Ep. 4

Abbiamo lasciato Temugin, il futuro Gengis Khan, in una situazione completamente nuova per il giovane mongolo kiyat. Morto il padre, l’ordu, il grande accampamento di Yesugei si è smembrato e soltanto alcune centinaia delle quarantamila yurte (le tende mongole) sono rimaste con Hoelun, la vedova e la sua prole.

Sarà la madre di Temugin a cercare di mantenere unito quel poco che restava dell’eredità di Yesugei invitando reiteratamente i figli a mantenere tra loro una forte coesione e solidarietà. Il giovane Temugin cresce però sempre più aggressivo ed esperto nell’uso delle armi. Ed è in questo periodo che uccide il fratellastro Bekter, il mito vuole per punirlo del fatto che gli abbia sottratto un’allodola, molto più sensatamente per eliminare un possibile concorrente al titolo di khan.

Probabilmente Bekter era imparentato con la fazione taiciuta dei clan mongoli e così un giorno un drappello di cavalieri agli ordini di Targutai si presenta davanti alla tenda di Hoelun: vogliono che gli si consegni Temugin. Questi riesce a scappare nei boschi tirandosi dietro gli inseguitori. Per nove giorni il ragazzo scappa sentendo il fiato dei nemici sul collo. Per due volte cercò senza fortuna di uscire dalla taiga, ma è sempre costretto a rifugiarsi nella fitta boscaglia per scappare dagli inseguitori.

Fame e sete però lo mettono duramente alla prova ed alla fine Temugin sbuca in una radura dove viene sorpreso ed imprigionato da alcuni inseguitori taiciuti. Viene così esposto all’umiliazione della kanga, una gogna in legno che serra braccia e gola del prigioniero costringendolo ad assumere una posizione grottesca.

Il suo destino pareva segnato. In realtà la fortuna non abbandonerà il giovane principe e durante la festa del Disco Rosso, al plenilunio di maggio, sulle rive dell’Onon i taiciuti si abbandonano a pesanti libagioni, lasciando soltanto una sentinella mingherlina a sorvegliare Temugin.

Costui riesce a colpirla con la kanga ed a liberarsi, la sua fuga è aiutata, in maniera decisiva, anche da Sorqan-shira della tribù dei Suldusi, che gli darà una cavalla, dei viveri ed un arco. Temugin riuscì così a raggiungere i suoi familiari sull’argine del Kimurqa. Con loro scappò velocemente sulle falde del Burkan Kaldun, una vetta dei monti Hėntij nella provincia del Hėntij. E qui iniziò a preparare la sua rivincita.

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