La morte del Sole

Il destino della nostra stella è segnato e conseguentemente quello del nostro pianeta e di buona parte del Sistema Solare, ma non dobbiamo allarmarci, ci vorrà ancora tantissimo tempo, qualcosa come circa 5 miliardi di anni. Il nostro astro è circa a metà della sua vita ed in base all’attuale consumo raggiungerà lo stadio di gigante rossa, appunto tra circa 5 miliardi di anni.

Una gigante rossa è una stella gigante di massa piccola o intermedia (circa 0,3–8 M) nelle fasi finali della sua evoluzione. L’atmosfera di queste stelle è molto rarefatta ed estesa e, di conseguenza, il raggio è molto più grande e la temperatura superficiale più bassa (meno di 5.000 K ) rispetto alle stelle di eguale massa che non hanno ancora abbandonato la sequenza principale. 

Sappiamo che la trasformazione in gigante rossa ha inizio quando nel nucleo di una stella si è accumulata una massa abbastanza grande di elio inerte; si tratta, nello specifico, di circa 1/10 della massa complessiva dell’astro. Nel caso del nostro sole, che ha una massa di circa 2·1027 tonnellate (2 seguito da ventisette zeri), l’espansione avrà inizio quando al suo centro ci saranno almeno 2·1026 tonnellate di elio (2 seguito da ventisei zeri: dividendo la massa complessiva per dieci abbiamo levato uno zero). Come prima cosa dobbiamo quindi stabilire quanto elio ha fatto in tempo ad accumularsi fino ad ora. In base all’energia emessa, si può facilmente stabilire che la nostra stella sta producendo al suo interno 600 milioni di tonnellate di elio ogni secondo, equivalenti a circa 2·1016 tonnellate all’anno (2 seguito da sedici zeri). Per ora, nel nucleo del sole si sono depositate 1·1026 tonnellate di elio (1 seguito da ventisei zeri), proprio la metà del valore per il quale si ha l’espansione in gigante rossa. Ecco perché possiamo affermare che essendo a metà dell’opera alla nostra stella restano cinque miliardi di anni prima di trasformarsi in una gigante rossa.

Allorché nel nucleo del Sole s’innescherà la fusione dell’elio, il sole aumenterà il proprio volume fino a risucchiare Mercurio. A quel punto sempre ammesso che la Terra sia sopravvissuta a qualche drammatica collisione siderale o alla sciagurata pervicacia dell’uomo di distruggere il nostro pianeta, la vita si estinguerà poiché il gran calore avrà prosciugato gli oceani, disperso l’attuale atmosfera nello spazio e liquefatto buona parte della superficie terrestre, riducendo il nostro pianeta a qualcosa di simile all’odierno Venere.
Poi tra circa 7 miliardi di anni il Sole si raffredderà ed in superficie si raggiungeranno soltanto 3500° di temperatura ciò nonostante apparirà 2000 volte più luminoso per effetto delle sue enormi dimensioni.

Dopo pochi centinaia di milioni di anni (un tempo astronomicamente molto ridotto) il Sole collasserà e si spegnerà per sempre trasformandosi in una fioca nana bianca. Con la morte del Sole, probabilmente Venere, la Terra e Marte saranno stati vaporizzati anche se di recente sono stati osservati dei pianeti intorno a stelle morenti che sembrano essere sopravvissuti alla fase espansiva del loro sole, forse grazie ad un progressivo allargamento della loro orbita che li ha portati abbastanza lontano dalla gigante rossa da evitare di essere disintegrati.

In ogni caso a quel punto quello che sopravviverà del Sistema Solare sarà immerso in uno spazio buio, desolato e gelido.

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