Alle origini di Venezia

302 Avanti Cristo. Una flottiglia di navi corsare spartane risale l’Alto Adriatico. Il loro comandante, Cleonimo, figlio di Cleomene II, re di Sparta, svolgeva nelle acque adriatiche una crociera di preda, ed era desiderio di preda quello che lo spingeva ad affacciarsi ad una delle bocche che si aprivano lungo quelle coste piatte ed apparentemente disabitate.
Roma è impegnata nella seconda guerra sannitica e le navi di Cleonimo indisturbate si addentrano nella laguna. La terraferma si scorgeva a malapena, a distanza. Gli Spartani navigano tra i canali e le secche finché giungono all’imbocco di un fiume.
Tutto intorno si vedono campi coltivati e capanne di legno e paglia. I corsari spartani approdano con le scialuppe sulla terraferma e si addentrano tra le capanne che si vanno infittendo diventando un vero e proprio villaggio, man mano che proseguono verso l’interno.
Improvvisamente gli Spartani si vedono assaliti dagli abitanti del villaggio che invece di darsi alla fuga li attaccano selvaggiamente.
Sorpresi, i greci sbandano e poi rinculano precipitosamente verso la costa e le navi. Salpano per scampare ad un vero e proprio massacro, perdendo però un paio di triremi. Il racconto di questa vicenda che ci mostra per la prima volta le origini del “popolo veneziano” sono dovute alle cronache del grande storico della romanità il padovano Tito Livio.
I vincitori di Cleonimo erano Veneti; per loro, che si vantavano di discendere da uno dei popoli alleati dei Troiani nella mitica guerra contro i Greci cantata da Omero, la vittoria sugli Spartani era stata quasi una rivalsa, e le prore delle navi catturate e le armi tolte ai pirati greci mostrate con orgoglio nel tempio padovano di Giunone.
Saranno in quei territori sospesi tra terra e mare che nei secoli che seguiranno si svilupperà una straordinaria e peculiarissima civiltà che riuscì a durare circa 1.000 anni.

nella foto i domini veneziani nel momento della massima espansione

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