Gianni e Pinotto, gli eredi di Stanlio e Ollio

Bud Abbott e Lou Costello, in Italia Gianni e Pinotto, sono stati gli emuli della grande coppia comica Stan Laurel ed Oliver Hardy (Stanlio e Ollio). Abbott e Costello giunsero a Broadway nel 1939 con la commedia The Streets of Paris prendendo il posto di un vecchio attore comico Bobby Clark, conosciuto al pubblico per la bizzarra abitudine di dipingersi degli occhiali sul volto. Venivano da almeno due anni di tour nei teatri di avanspettacolo, interpretando la classica coppia alla Laurel & Hardy: uno alto e uno basso, uno secco e l’altro grasso, uno sciocco e l’altro (apparentemente) intelligente, uno deciso e l’altro indeciso.
Nel 1940 approdarono alla radio ed il successo fu cosi impetuoso che ben presto gli affidarono un programma tutto loro. Lo stesso anno esordiscono a Hollywood con il film One night in the tropics prodotto dalla Universal.
All’epoca questa casa cinematografica si era specializzata in remake a basso costo con una logica produttiva che non aveva niente da invidiare alla Ford. Il film ha un buon successo e questo induce la Universal ad assumere John Grant, il soggettista personale di Gianni e Pinotto, autore di tutte le battute e le gag del duo comico.
Grant rovescia il tessuto narrativo dei film di Abbott e Costello, scrive le gag ed usa l’intreccio come semplice tessuto connettivo tra una situazione comica e l’altra.
Nel 1941, i due interpretano uno dei film più divertenti del periodo bellico Gianni e Pinotto reclute, dove presentano una vera e propria antologia delle loro gag più famose, anche se il finale un po’ debole non è all’altezza del resto del film.
Una dei “piatti forti della casa” di Abbott e Costello, sono gli inseguimenti, spettacolari ed esilaranti come non si vedevano dai tempi della Keystone di Mack Sennett. Alcune di queste “corse pazze” sono diventate memorabili come in Allegri Naviganti, 1941 o Razzi volanti, sempre dello stesso anno.
Nei loro film Gianni e Pinotto interpretano spesso poliziotti o impiegati che tentano di dare una svolta alla loro vita. Gianni prende in pugno la situazione, proponendo un’idea e obbligando il povero Pinotto ad approvarla, per poi venire completamente travolto per qualche situazione dai suoi errori, facendo sì che Pinotto diventi il salvatore della vicenda, per poi infine tornare entrambi alla loro misera condizione di sempre.
Anche negli altri paesi di lingua inglese il successo del duo fu strepitoso e l’Universal iniziò a fare cospicui profitti con questi B-movie a basso budget.
Gli anni migliori di Abbott e Costello furono il 1941 e il 1942 quando recitarono in ben otto pellicole e debuttarono con la MGM. Nel 1942, infatti la MGM per avere l’esclusiva di Gianni e Pinotto sborserà all’Universal la strabiliante somma di 300.000 dollari.
Il remake di Rio Rita regia di S. Sylvan Simon (1942) fu però un fiasco e Abbott e Costello furono felici di tornare a lavorare con la Universal.
La crisi viene superata grazie ad una serie di parodie sui film di terrore come Il cervello di Frankestein, 1948.

La formula risate e orrore funzionava ed il duo comico si riprese dalla crisi di Rio Rita. Ben presto però insorsero i primi dissapori tra Abbott e Costello, Gianni litigioso e prepotente mal tollerava il tentativo di Pinotto di ritagliarsi degli spazi comici individuali. Quest’ultimo con il passare degli anni si convinse di non aver più bisogno di una spalla.

Fra il 1940 e il 1956 Abbott e Costello avevano preso parte a ben 36 pellicole lavorando quasi sempre con gli stessi registi: Arthur Lubin (5 film), Charles Lamont (9), Jean Yarbrough (5) e Charles T. Barton (9, tra cui l’ultimo). Grazie a una clausola del loro contratto, che prevedeva una percentuale sugli incassi, accumuleranno straordinari profitti.
Nel 1956 i loro dissapori erano diventati cosi aspri ed ingovernabili che la Universal li licenziò entrambi. I due autofinanzieranno il loro ultimo film insieme Gianni e Pinotto banditi con il botto che si rivelò un fiasco colossale.
Tre anni dopo Gianni, da solo recitò nel suo ultimo film che si rivelò anch’esso un clamoroso insuccesso. Lo stesso anno, nel 1959, Gianni intenta una causa legale a Pinotto, che però non approda a niente per la morte di quest’ultimo.
I successivi 15 anni di vita di Gianni dal punto di vista artistico si limitarono a qualche doppiaggio per dei film d’animazione. Si concludeva cosi amaramente,la breve e fortunata stagione di quelli che sono stati, a mio avviso immeritatamente, considerati gli eredi di Laurel ed Hardy.

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