Il Tiger

Ore 9.30 del 13 giugno 1944. Strada di Villers Bocage, importante snodo stradale a sud di Bayeux, Normandia, Francia. Una lunga colonna di blindati e carri armati del IV Cavalleria County of London avanguardia della 22ma Brigata della 7ma Divisione corazzata, avanza rapidamente.
Siamo a poco più di una settimana dallo sbarco alleato sulle spiagge della Normandia e l’avanzata è ancora buona. Il maggiore Carr, comandante in seconda, dalla torretta del suo carro armato Cromwell scruta la campagna circostante. Tutto sembra tranquillo.
In realtà due acuti occhi osservano la lunga colonna di mezzi corazzati avanzare. Sono quelli del capitano Michael Wittmann, veterano delle Waffen SS, uno dei più capaci e combattivi comandanti di carri armati della seconda guerra mondiale.
Il trentenne ufficiale è al comando di un Panzerkampfwagen VI Tiger e nonostante sia l’unico mezzo corazzato tedesco, non esita, approfittando del fattore sorpresa, sbuca davanti alla colonna nemica ed apre il fuoco con il suo cannone da 88 mm.
Lui è il suo equipaggio sono una perfetta macchina da distruzione in nove mesi di campagna sul fronte orientale hanno distrutto 119 carri armati russi.
Con le prime bordate il Tiger distrugge il semi cingolato di testa bloccando la carreggiata e conseguentemente la marcia della colonna. Poi tocca ad un carro armato, ed a seguire un secondo carro e un Bren Carrier. Wittman si ritira per il tempo strettamente necessario a rifornirsi di munizioni e torna all’attacco sorprendendo nuovamente il IV Cavalleria. In circa un’ora il Tiger di Wittman distrugge 21 carri armati e 28 veicoli blindati, una vera ecatombe.
Il merito di questa straordinaria azione bellica non era solo ascrivibile al coraggio ed alla determinazione dell’ufficiale delle Waffen SS ma anche e soprattutto alle qualità del Panzerkampfwagen VI TIGER.
Il progetto di questo eccellente carro armato pesante era stato commissionato dall’esercito tedesco nel 1937 allo scopo di prepararsi alla sostituzione del Panzer IV.
Agli inizi della guerra il progetto viene intensificato e nel 1942 vengono scelti quello della Henschel per quanto riguardava lo scafo e quello della Porsche per la torretta ricavato dalla Krupp per fusione. Il Tiger presentava un interessante sistema di rotolamento a ruote sfalsate che sorreggevano dei cingoli larghi 52 cm per la marcia su strada e 72,5 per la marcia su neve o terreno cedevole.
La sostituzione dei cingoli poteva essere fatta in 15 minuti. L’interno del carro offriva un confort mai visto prima, ad iniziare dal pilota che invece delle tradizionali due leve, per guidare il pesante Tiger (56 tonnellate) poteva disporre di un più manovrabile volante. La strumentazione era la più completa e sofisticata allora esistente.
L’armamento principale era costituito dal cannone anticarro 8,8 cm KwK 36 L/56 da 88 mm (lungo 56 calibri) che, installato in torretta e protetto da una pesante scudatura d’acciaio spessa 110 mm, era in grado di perforare qualunque carro statunitense o britannico a più di 1.500 m di distanza, con l’eccezione dell’M26 Pershing. Nella torretta era installata anche una mitragliatrice MG 34 da 7,92 mm coassiale al cannone che veniva azionata dal puntatore mediante un pedale; mentre un’altra arma dello stesso tipo era posizionata nella parete anteriore destra dello scafo.
L’equipaggio era costituito da 5 uomini e su strada il Tiger era in grado di raggiungere i 32 km/h con un’autonomia di circa 200 km.
Il Tiger debuttò nell’autunno del 1942 sul fronte russo per poi essere impiegato in tutti i teatri d’operazione.

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