I moschetti automatici Beretta

Una delle migliori armi prodotte per l’Esercito italiano nella Seconda Guerra mondiale fu, senza dubbio, il moschetto automatico della Beretta.
Il primo di questi moschetti fu il Modello 1938A i cui primi esemplari furono prodotti a Brescia già nel 1935. Progettato e disegnato dall’ingegner Tullio Marengoni il MAB come veniva abbreviato, iniziò ad essere prodotto in serie soltanto nel 1941. Parlare comunque di produzione in serie per questo affidabile e pregevole moschetto è un pò improprio, in quanto la cura nei dettagli, ne faceva quasi un prodotto artigianale. Prima del 1941, il MAB era stato acquistato in 2000 esemplari dal Ministero delle Colonie che che equipaggiò con esso la Polizia dell’Africa Italiana. Dal punto di vista della progettazione l’arma non possedeva particolari innovazioni, aveva un calcio in legno ben rifinito, un castello tubolare, un caricatore ad astuccio rivolto in basso ed un manicotto di raffreddamento perforato attorno alla canna. Caratteristica tipica di tutti moschetti automatici Beretta, era il peculiare gruppo di scatto che non aveva selettore di tiro, bensì due grilletti posti in tandem: quello anteriore per il tiro semiautomatico, e quello posteriore per il tiro automatico (a raffica). Ciò per consentire al tiratore di poter istintivamente passare dall’una all’altra modalità, in caso di bisogno, senza manovrare leve o traversini.
Lo scrupolo nel montaggio, l’alto livello delle finiture ne fece un’arma di sicuro affidamento e di buona precisione in tutte le condizioni d’uso.
Anche l’alimentazione si dimostrò eccezionale ma soltanto con gli appositi caricatori progettati per il MAB 1938A.
A causa del lento ritmo di produzione iniziale l’arma rimase relativamente poco diffusa nel Regio Esercito Italiano. Paradossalmente le cose cambiano con la capitolazione italiana, dal 1944 il MAB viene prodotto per le forze armate tedesche che introducono metodi di montaggio e di fabbricazione più semplici, diluendo l’artigianalità delle produzione e dando vita al Modello 38/42 ed al Modello 1. Oltre ai tedeschi il moschetto automatico della Beretta era molto apprezzato anche dai rumeni che ne acquistarono una discreta quantità, perfino gli alleati consideravano quest’arma di eccellente fattura ma l’utilizzo dei MAB conquistati dopo l’8 settembre fu limitato per la mancanza degli appositi caricatori Beretta.
Il Modello 1938A era lungo 946 mm e pesava carico poco meno di 5 kg, il munizionamento standard era calibro 9×19 Parabellum con una cadenza teorica di tiro di 600 colpi al minuto e caricatori ad astuccio bifilare da 10, 20, 30 o 40 colpi.
Nel dopoguerra, venne ampiamente utilizzato da tutte le forze armate e i corpi di Polizia della Repubblica Italiana fino agli anni ’70, con diverse modifiche ai meccanismi di sicurezza. La Marina Militare Italiana e l’Aeronautica Militare Italiana impiegavano ancora il MAB (versione 38/49), per servizi di rappresentanza e d’onore, nel 2005.

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