Lo Spitfire

Il 5 marzo 1936 faceva il suo primo volo sperimentale uno dei caccia più affidabili e moderni che contrassegnarono le sorti dei primi anni di guerra: lo Spitfire (sputafuoco) o come veniva chiamato scherzosamente dai piloti, lo Spit.
Progettato inizialmente dall’ingegner R.J. Mitchell e dopo il 1937 dall’ing. Joseph Smith lo Spitfire entrò in produzione nel marzo del 1937 ed all’inizio del secondo conflitto mondiale già nove “Squadroni” avevano in dotazione il nuovo caccia.
Un numero che può sembrare ragguardevole ma che almeno fino al 1941 era in grado di garantire al massimo la difesa dei cieli britannici. Costruttivamente lo Spitfire era un monoplano ad ala bassa a pianta ellittica con struttura a semiguscio in lega leggera.
La parte centrale era rivestita da pennelli di alluminio dello spessore di circa un millimetro, mentre le superfici mobili di governo erano rivestite in tela.
La protezione del pilota era affidata a 33 kg di piastre corazzate ed a un tettuccio di cristallo a prova di proiettile. Il motore un Rolls Royce con cilindri a V con accensione a cartuccia era in grado di sviluppare una velocità massima che oscillava in base ai modelli da 537 k/h ai 632 km orari.
L’armamento del modello base, il più diffuso all’inizio della guerra era di otto mitragliatrici Browning da 7,7 mm mentre nei modelli successivi ci furono esemplari con quattro cannoncini e due attacchi per bombe, ed altri con due cannoncini e due mitragliatrici.
La superficie alare era di oltre 22 mq ed il tempo di salita a 6000 metri era di poco superiore ai nove minuti per il modello base e scendeva a 5 minuti e 42 secondi per il modello Mk IX. Una delle novità tecnologicamente più avanzate dello “sputafuoco” era l’IFF un dispositivo che consentiva attraverso dei codici di distinguere un aereo nemico da uno amico in condizioni di scarsa visibilità o di eccessiva lontananza.
Lo Spitfire ebbe un ruolo decisivo nella Battaglia d’Inghilterra condivise con lo Hawker Hurricane il difficile compito della difesa del territorio dagli attacchi della Luftwaffe. Da un confronto con il suo principale antagonista, il Messerschmitt Bf 109, lo Spitfire risultava più veloce e notevolmente più maneggevole, ma il caccia tedesco poteva vantare un armamento più efficace, poteva superare l’avversario britannico in velocità ascensionale, in picchiata e poteva operare a quote più elevate. Nel periodo tra il 10 luglio ed il 31 ottobre 1940, anche a causa delle tattiche troppo rigide della RAF rispetto agli schemi estremamente flessibili dei tedeschi, si persero 352 Spitfire, con un rapporto vittorie/sconfitte leggermente negativo rispetto al Bf 109 (1,4:1); 242 Spitfire abbattuti da Bf 109 contro 168 Bf 109 abbattuti dagli Spitfire.
Lo Spit fu un caccia estremamente longevo che rimase in produzione fino al 1947 e fu impiegato operativamente per l’ultima volta nella Guerra di Corea.

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